Un po’ di Messico a Roma
Ai Musei Capitolini a Roma c’è una mostra bellissima sul Messico che resta aperta fino al 13 dicembre 2026. Il cuore della mostra è Diego Rivera, un pittore messicano che amava dipingere cose grandi e piene di colori, come storie sui muri delle case. Con lui ci sono anche altri artisti bravissimi, come Frida Kahlo che dipingeva se stessa con fiori e animali, e tanti altri che hanno inventato un modo nuovo di fare arte. Questi pittori prendevano le leggende antiche degli Aztechi, i colori del sole e della terra del Messico, i sogni della notte e anche la vita delle persone semplici, e li mescolavano tutti insieme nei quadri. È un’arte che non ha paura di essere forte e di raccontare la verità, ma è anche dolce e ti fa viaggiare con la fantasia. Se entri nella mostra al Campidoglio vedi quadri pieni di vita dove il passato e il futuro si tengono per mano, e capisci perché il Messico ha dato al mondo un modo di dipingere unico, caldo e coraggioso come il suo cuore.
Ci sono personaggi “mastice” che ruotano attorno a epoche fondamentali della storia.
Uno di questi è Diego Rivera, accentratore di artisti e politici dopo la Rivoluzione messicana.
Ha unito l’arte precolombiana a movimenti moderni come il cubismo e il realismo sociale. I suoi murales affrontavano temi politici, sociali e storici, celebrando l’identità messicana e la classe operaia. I corpi delle donne, degli operai sono morbidi e scolpiti nel marmo, allo stesso tempo.
La sua arte è potente, ma sarà solo con l’incontro di Frida che conoscerà anche l’aspra soavità di nuove immagini.
Ed è lì che diventerà disarmante. Commovente.
Grazie, Diego, per oggi.
Niente assomiglia al Messico. Nessun paese in nessuno squarcio.




