Hokusai, il maestro dell’arte giapponese a Palazzo Bonaparte

“Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato… A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un’artista meraviglioso. A centodieci tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me prometto di mantenere la mia parola.”
Queste non sono solo vuote e generiche frasi da usare come didascalia di un post su Instagram per sembrare gente impegnata. In esse si racchiude lo spirito del leggendario artista giapponese Katsushika Hokusai. Espressione di una personalità profondamente ironica, ma anche manifesto della sua concezione dell’arte. Questa è vista come rappresentazione del mondo circostante e al contempo espressione del proprio spirito. Un processo di continua evoluzione non limitato dall’esperienza né tanto meno dall’età. Non è un caso che abbia realizzato la sua opera più famosa “La Grande Onda di Kanagawa”, l’opera d’arte più riconosciuta al mondo dopo “La Gioconda”, solo in età avanzata.
“Le stazioni della via del Tokaido”, “Le Cascate”, “Le trentasei vedute del monte Fuji”. Sono solo alcune delle meravigliose opere che avrete modo di ammirare per i corridoi di Palazzo Bonaparte a Roma.
La promozione della cultura e l’amicizia tra i popoli
Se la possibilità di ammirare dal vivo i dipinti di Hokusai non fosse già di per sé un’ottima ragione per spendere (o per meglio dire, investire) parte del vostro tempo in questa esperienza culturale, lo sarà ancor di più la sua esclusività.
Già, perché le opere che avrete modo di ammirare, alla loro prima esposizione in assoluto in Italia, sono state concesse in via del tutto straordinaria dal Museo Nazionale di Cracovia. Questo a sua volta, ricevette gran parte della collezione da parte del critico polacco Feliks Jasienski. Questi nel contesto di una Polonia frammentata e divisa tra altri imperi, vedeva nelle opere provenienti dalla terra del Sol levante un esempio di arte totalmente priva di influenze esterne. L’affermazione dell’identità e della cultura di un popolo.
La presidente di Arthemisia, e organizzatrice della mostra Iole Siena. Gli ambasciatori polacco e giapponese, Ryszard Schnepf e Hikariko Ono. E il direttore del Museo Nazionale di Cracovia Andrzej Szczerski. Questi i principali relatori della conferenza con la quale la mostra è stata aperta alla stampa stamane a Roma.
Un viaggio attraverso il “Mondo Fluttuante”
Attraverso la penna di Hokusai, gli spettatori avranno modo di immergersi in una prospettiva esclusiva sul cosiddetto Ukiyo. Questo termine, traducibile come è riferito alle importanti trasformazioni socioculturali attraversate dal Giappone nel periodo Edo (1603-1868). Nel suddetto periodo, il centro del potere venne traferito da Kyoto nell’omonima città (la quale in seguito sarebbe divenuta Tokyo), e la figura del guerriero samurai andò perdendo sempre più prestigio ed importanza a favore delle classi dei mercanti, e nel quale l’attenzione di tutti era focalizzata principalmente sui piaceri effimeri e momentanei.
Da questo nuovo modo di approcciarsi alla vita nacque l’espressione Ukiyo, ovvero “Mondo Fluttuante”. E da questa nacque il movimento artistico Ukiyo-E, incentrato sulla rappresentazione di questo nuovo contesto sociale e urbano.
La mostra consisterà in un percorso che si snoderà tra opere, forme d’arte, e influenza dell’Ukiyo-E. Si pensi, tra le altre cose, a come fu proprio Hokusai a inventare il termine “manga”, riferendosi ai suoi album di schizzi sparsi, un termine che negli anni si è evoluto fino ad assumere le connotazioni odierne nella cultura popolare.
Questo percorso si spingerà anche oltre lo stesso Hokusai. Da segnalare sono in particolare l’esposizione di kimono tradizionali, armature e spade samurai, utensili di vario genere, e approfondimenti che trascenderanno anche i confini del solo Giappone. Avrete modo di approfondire i modi in cui l’arte giapponese è andata nel tempo ad influenzare quella occidentale, da Manet a Van Gogh passando per Gauguin, o di ammirare le foto di Felice Beato, uno dei primi fotografi di viaggio ad aver visitato e documentato la Terra del Sol Levante.
Se tutto questo vi interessa, avrete modo di vivere questa meravigliosa esperienza dal 27 marzo al 29 giugno.




