Non più East Pakistan: la festa nazionale del Bangladesh
Sono passati cinque anni dal Giubileo d’oro dell’Indipendenza del Bangladesh, ma la festività resta ancora oggi di una risonanza nazionale in tutto il paese. Il 26 marzo è una storia di resistenza di fronte ai potenti, ci troviamo nella seconda metà del novecento. In questo caso il nemico è stato il Pakistan sotto il governo di un tiranno: Yaya Khan.
La libertà al Bangladesh
Erano gli anni della dittatura militare, quando si negava la sovranità del Bangladesh e veniva chiamato “East Pakistan”. Nel 1970 si tennero le elezioni e ad avere la maggioranza era il partito rivoluzionario Lega Awami capitanata da Sheikh Mujibur Rahman.Tuttavia, gli esiti delle votazioni furono vani. Zulfikar Ali Bhutto cospirò con Yaya Khan, appropriandosi del potere in Bangladesh.
I cittadini, per molto tempo, restarono in silenzio. A infuocare gli animi fu la catastrofe del ciclone Bhola del 1970 che causò 500.000 morti nel paese, portando i cittadini a scendere in piazza il 23 novembre nello stesso anno. Scese in piazza un cittadino in particolare, un politico di spicco che aveva già guidato svariate ribellioni contro il Raj britannico. Dichiarò l’indipendenza, per la prima volta, del Pakistan nei giorni di un regime militare: Abdul Hamid Khan Bhashani. Bhashani portò alle prime trattative, nonostante l’occidente non si fidasse di Rahman, ma la Lega Awami conquistò la fiducia del popolo bengalese.
Un Bangladesh sovrano
Mentre il Pakistan faceva promesse che convincevano solamente i governi occidentale, molti musulmani e indù di lingua bengalese del Bangladesh capirono che non sarebbero mai state mantenute. Incominciarono una strenua lotta per l’indipendenza per le piazze. Il 7 marzo 1971, Sheikh Mujib pronunciò il suo famoso discorso all’ippodromo di Ramna, in cui invocò un movimento di non cooperazione.
Vennero radunati ufficiali, sotto ufficiali e soldati delle forze armate di quel che chiamavano ancora “East Pakistan” e il 25 marzo accadde l’Operazione Searchlight. Fu la sanguinaria repressione che tentò di mettere a tacere i moti indipendentisti. Tuttavia, il popolo bengalese non si arrese. Presero parte a una guerriglia di nove mesi interminabili contro l’esercito pakistano che comprendeva anche i paramilitari Razakar . Ciò provocò tanti altri morti, una stima di circa 3 milioni di bengalesi, secondo la Lega Awami, nella guerra d’indipendenza del Bangladesh e nel genocidio del Bangladesh. Le BDF , in seguito con il supporto militare dell’India, sconfissero l’esercito pakistano il 16 dicembre 1971, portando alla fine della guerra e alla resa del Pakistan.
La lotta e il genocidio del Bangladesh vengono commemorati con trentuno colpi di cannone e le strade vengono decorate dalle bandiere del Bangladesh. Ancora una volta l’orgoglio nazionale vive nei popoli che hanno versato il sangue per la propria libertà.




