Chiude la storica libreria Hoepli di Milano dopo 156 anni: la società va in liquidazione
Dopo 156 anni di attività, chiude la storica libreria Hoepli di Milano. In un mercato editoriale sempre più in difficoltà, arriva una brutta notizia per una delle realtà più note del settore nel capoluogo lombardo. A seguito di diversi dissidi tra i soci e i tempi delicati per l’editoria, il comitato ha deciso lo scioglimento della società Hoepli S.p.A. e la sua messa in liquidazione. Milano perde così uno dei pilastri storici dell’editoria cittadina.
Le ragioni dietro la scelta
La notizia dello scioglimento “volontario” della società Hoepli S.p.A. è arrivata attraverso una nota ufficiale, che parla dell’esito di “una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della Società”.
In realtà, la decisione non giunge del tutto inaspettata. Già nelle scorse settimane erano circolate indiscrezioni su alcuni quotidiani, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Repubblica, secondo cui l’azienda aveva avviato con i sindacati la procedura per la cassa integrazione del personale, composto da 89 dipendenti.
Tra le ragioni alla base della scelta vengono indicati “risultati di esercizio negativi correlati con l’andamento previsionale del mercato editoriale e librario”, oltre a un “gravoso conflitto endosocietario”. Le tensioni interne alla famiglia si sono così sommate alle difficoltà di un settore già fragile, lasciando alla società poche alternative se non quella di avviare la liquidazione.

La libreria Hoepli nel cuore di Milano.
Foto: Stefano Porta/LaPresse
Quella di Libreria Hoepli è una storia lunga oltre un secolo e mezzo. Il grande negozio, che si sviluppa su cinque piani nell’omonima via nel cuore di Milano, rappresenta da generazioni un punto di riferimento per manuali, testi scientifici e volumi specialistici che hanno accompagnato studenti, professionisti e appassionati. La libreria fu acquistata nel 1870 e, già l’anno successivo, si affermò anche come attività editoriale.
Dopo 156 anni di storia, Hoepli si trova così costretta a deporre le armi dopo una lunga lotta tra le difficoltà di un mercato editoriale in trasformazione e un contesto familiare e imprenditoriale particolarmente delicato.




