Primo indagato per l’omicidio di Melania Rea – aperto un fascicolo bis

di Patrizia Tarli

Accantonata l’ipotesi del sequestro, i riscontri e gli accertamenti portano a pensare che Carmela Melania Rea sarebbe stata uccisa nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo), laddove la 29enne sarebbe stata massacrata con trenta coltellate.

Intanto, dopo i lunghi interrogatori cui è stato sottoposto nei giorni scorsi il marito di Melania, Salvatore Parolisi, emergono nuovi elementi dalle indagini – in seguito al secondo sopralluogo del Ris nella pineta di Ripe è stato, infatti, ritrovato l’anello di fidanzamento della donna.

Inoltre per la prima volta spunta un indagato – un giovane macedone visto nel bosco di Ripe il giorno della morte di Melania, il cui nome e cognome appare su un fascicolo bis aperto dalla procura di Ascoli Piceno, anche se per il momento non gli viene contestata alcuna ipotesi di reato.

Secondo gli investigatori, il giorno della scomparsa di Carmela Melania Rea il macedone era nel pianoro di Colle San Marco. Salvatore Parolisi si trasformerebbe così in parte lesa e le attenzioni si sposterebbero sull’unico indagato emerso dopo oltre tre settimane dalla morte di Melania.

Oltre alle indagini proseguono anche gli esami sul cadavere della donna, ospitato presso l’obitorio dell’ospedale Mazzini di Teramo – l’anatomopatologo, il professor Adriano Tagliabracci, che ha eseguito l’autopsia sul cadavere di Melania, in queste ore sta procedendo di nuovo ad esaminare la salma della 29enne alla luce dei nuovi elementi emersi dopo l’autopsia.

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