Emilia Romagna: scossa 4.3 nella notte. Investimenti pubblici per ricostruzione

Emilia Romagna. Nella notte (ore 3:48) una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.3 ha colpito la provincia di Modena infondendo nuove paure fra la popolazione; secondo la Protezione Civile tuttavia non risultano nuovi danni a persone o cose.

Sul sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si apprende che l’epicentro del terremoto è compreso fra i comuni di Moglia (provincia di Mantova), Fabbrico, Reggiolo e Rolo (Reggio Emilia), Carpi e Novi di Modena (Modena).

Ricordiamo che in queste zone si contano danni economici per miliardi di euro. Il Decreto legge per la ricostruzione approvato dal governo lo scorso 8 giugno servirà per effettuare degli interventi urgenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto che dal 20 ha distrutto case ed aziende principalmente nelle province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo.

 

Il Ministero dell’economia ha istituito un Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate che prevede due miliardi e mezzo, di cui 500 milioni derivanti dall’aumento dell’aliquota dell’accisa sui carburanti di 2 centesimi al litro), e un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 dalla riduzione delle voci di spesa nell’amministrazione pubblica. Inoltre, il Fondo sarà alimentato con le risorse dell’Ue. Saranno poi i Presidenti a stabilire in base alle necessità e sulla base dei danni verificatisi le priorità, le modalità e le percentuali entro le quali possono essere concessi contributi nel limite delle risorse.

Oltre ai fondi della Comunità Europea arriveranno 47 milioni di risorse regionali per la ricostruzione post terremoto.

Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore regionale al Bilancio ha spiegato: “Nel complesso abbiamo recuperato oltre 47 milioni di risorse regionali che serviranno ora a sostenere la rinascita del tessuto sociale e economico colpito dal sisma. L’obiettivo è quello di sostenere le popolazioni nel momento del bisogno e poi di utilizzare investimenti pubblici per la ricostruzione: la nostra priorità, come ha spiegato il presidente Errani, è quella di proseguire nelle azioni immediate di soccorso per superare la fase dell’emergenza per poi intervenire per la realizzazione, il ripristino e la ristrutturazione di scuole, municipi, ospedali, per un ritorno il più rapido possibile alla normalità di vita sia per le persone che per le imprese”.

A tutto ciò si aggiunge la situazione di precarietà vissuta da migliaia di cittadini che non possono più far ritorno nelle loro abitazioni: sono più di sedicimila gli sfollati assistiti nelle 109 strutture della Protezione civile.

Enrico Ferdinandi

12 giugno 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook