Emilia Romagna: nuove scosse nella notte, una scossa in Calabria

A distanza di una settimana dalla violento sisma che ha sconvolto l’Emilia Romagna, e che ha causato la morte di sette persone, nelle province di Modena, Ferrara e Bologna, la terra continua a tremare.
Due violente scosse nella notte hanno turbato la stabilità di migliaia di cittadini, molti dei quali, siamo arrivati a quota 6.500, hanno deciso di passare le notti nei centri di accoglienza o in roulotte o tende per via del timore di nuovi crolli. La scossa più forte di magnitudo 3.8, è stata avvertita alle 23.07 in provincia di Modena con epicentro tra San Felice sul Panaro, Camposanto e Medolla, alle 4:55 è seguita un altra scossa, 3.2 gradi mentre nella mattinata alle  8.39 è stata registrata una scossa di 3.1 nella Pianura padana emiliana, i Comuni colpiti colpiti dalla scossa sono Finale Emilia (Mo), Bondeno (Fe), Mirabello (Fe), Sant’Agostino (Fe).

Ultima scossa registrata dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) è stata quella delle ore 9:49, con magnitudo 2.2 mentre è da segnalare una scossa avvenuta nella notte in Calabria, ore 1:56, di magnitudo 2.1 con epicentro in provincia di Cosenza, fra Castrovillari, San Basile e Saracena.
Intanto in questi giorni i geologi stanno rivalutando il grado di sismicità della regione e stanno pensando a stilare nuove mappature del territorio facendo molta attenzione al fenomeno della liquefazione delle sabbie che è stato osservato e studiato nei terremoti giapponesi di 7-8 gradi della scala Richter. Il fenomeno della liquefazione delle sabbie è quello che ha creato, provocato, la maggior parte delle crepe nella case costruite su dossi che si trovano nei vecchi alvei di fiumi, il più delle volte si tratta di vecchie abitazioni in mattoni, per questo motivo è necessario mappare la zona tenendo conto degli indici di pericolosità dovuti proprio da questo fenomeno. Paride Antolini, geologo che sta seguendo tutte le fasi dei sopralluoghi in atto in Emilia Romagna, ha spiegato che: “La sabbia liquefatta è fuoriuscita dalle crepe di cantine e giardini di molte case; ora la sabbia è più compatta di prima ma c’è massima attenzione da parte dei geologi perché nel caso in cui dovesse verificarsi un nuovo sisma di quella intensità il fenomeno potrebbe riacutizzarsi”.

Enrico Ferdinandi

27 maggio 2012

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