Incendio a Fiumicino: oggi alle 17 incontro in prefettura. Gli operatori aeroportuali scioperano dalle 11 di questa mattina

Incendio a Fiumicino: oggi alle 17 incontro in prefettura. Gli operatori aeroportuali scioperano dalle 11 di questa mattina

MANIFESTAZIONE  FIUMICINO

FIUMICINO, 12 maggio 2015 – Si terrà oggi pomeriggio alle 17, l’incontro chiesto dal Prefetto di Roma e sollecitato dalle firme sindacali aeroportuali, in merito alla situazione dello scalo di Fiumicino, a seguito dell’incendio che lo scorso 6 maggio ha devastato il Terminal 3 dell’aeroporto. Al tavolo, chiamati a far lume sulla difficile situazione che riguarda principalmente i rischi per la salute degli operatori dello scalo, Aeroporti di Roma, Enac, Asl, Arpa e i rappresentanti della società privata incaricata dei primi rilievi, avvenuti soltanto venerdì 8 maggio.

Il rogo, scaturito in un’attività commerciale nell’area transiti in prossimità del molo D, cioè posta alle spalle del terminal delle partenze internazionali, il 3 appunto, ha demolito e reso inagibile l’intera area che dagli imbarchi D (nazionali) arrivava sino agli H (extra-shengen) carbonizzando le cabine di controllo passaporti, le attività commerciali, i gates.

Ciò che ancora si avverte chiaramente, a distanza di sei giorni, è l’odore acre ed irrespirabile che accompagna i check-in del terminal 3, riaperto già lo scorso 8 maggio, giorno in cui sono stati affidati i rilievi alla società HSL Consulting ed i cui primi risultati sono stati comunicati soltanto ieri, 11 maggio. Situazione ancor più pesante se dal terminal si passa alle aree di imbarco: in particolare le maggiori criticità, a detta degli operatori, sarebbero nello snodo tra le aree G ed H (partenze extra-shengen e contigue alla zona dell’incendio) e nella zona C, in special modo ai banchi transiti, posti esattamente alle spalle dell’area da cui è divampato l’incendio.

Gli operatori check-in, addetti di sicurezza, personale Adr ed addetti alle pulizie, lavorano da giorni con mascherine di protezione, nella maggior parte dei casi non fornite dalle aziende o non idonee, ricavandosi in autonomia le pause per uscir fuori e prendere aria.

Dal giorno della riapertura del Terminal 3 infatti, sono stati 50 i lavoratori ricoverati in pronto soccorso per intossicazione.

Il primo ad intervenire, durante lo sciopero di questa mattina, è Guido Lutrario, rappresentante USB: “L’aeroporto di Fiumicino è il principale sito industriale italiano del mezzogiorno, difatti si è scelto di garantire i profitti agli imprenditori e la precarietà ai lavoratori. Il terminal è stato riaperto giorno 8. Le analisi avviate giorno 9. Soltanto ieri mattina, a seguito del nostro presidio davanti al Terminal 3, è arrivata la Asl alle 12.30 a fare rilievi senza strumenti. Si sono fatti un giretto e fino alle 8 di sera erano ancora in riunione con Adr. Soltanto oggi è arrivata l’Arpa ad istallare le stazioni di rilevamento. Ma ci hanno lasciato lavorare senza che ci fossero le condizioni. L’azienda ha chiamato una società privata. Ci costringono a scegliere tra la salute ed il lavoro.”

In merito poi alla possibile presenza di Amianto tra i materiali bruciati, continua Lutrario: “Da quando sono qui non ci fosse una persona che non abbia detto – lo sanno tutti che al T3 c’è l’amianto – . Lo sanno tutti, ma nessuno lo dice. Vogliamo quindi una certificazione ufficiale che non ci sia. Chiediamo che ci sia un’autorità che si assuma la responsabilità di dichiarare che stiamo lavorando senza rischi per la nostra salute. Sino ad allora questo Terminal deve rimanere chiuso”.

Alle 12.30 arriva il comunicato stampa dell’Asl “Al momento non c’è alcun rischio per la salute da far pensare alla chiusura del Terminal 3, la situazione è sotto controllo ma sono in corso altre valutazioni che dovrebbero essere pronte per domani.” Dichiara il direttore sanitario dell’Asl Roma-D, Flavia Simonetta Pirola – “Abbiamo istallato alcune centraline di rilevamento e anche l’arpa sta eseguendo degli accertamenti. Sto comunque aspettando una relazione completa dei tecnici su tutti gli aspetti del caso.”

“Innanzi tutto ci chiediamo perché Adr abbia riaperto il terminal dopo 24 ore mentre l’Asl dice che ci vorrà tempo per fare i campionamenti e conoscerne i risultati” – è quanto dichiara Marco Bottiglieri, rappresentate Cub Trasporti  -“Sino ad allora chiediamo che questo terminal rimanga chiuso e riapra solo con verifica di esito positivo”.

“Nel molo C, tra T1 e T3, in questo momento ci sono lavoratori dell’area commerciale, dei bar, costretti a lavorare in mezzo alla fuliggine. Non hanno la 146. Facciamoli uscire. Cgil, Cisl e Uil devono portarli fuori, perché lavorano senza mascherine.” – E’ invece la denuncia di Elena Casagrande, sindacalista.

Di seguito, alcune delle testimonianze raccolte tra i lavoratori aeroportuali durante lo sciopero di questa mattina.
Ilenia, addetta check-in: “Il primo giorno di riapertura del T3 sono tornata a casa con la gola e gli occhi che bruciavano. Qualcuno ci ha detto di fare 15 minuti dentro e 15 minuti fuori, ma io dalle 12 mi sono alzata solo alle 15 perché era impossibile lasciare i passeggeri in quella situazione”.

Olimpia, addetta di scalo: “Il giorno che c’è stato l’incendio l’aeroporto in teoria, per ordini del Questore di Roma, doveva essere riaperto alle 14. L’aeroporto è stato riaperto già a mezzogiorno perché i passeggeri con i bagagli scendevano dai taxi e raggiungevano l’aeroporto a piedi. Siamo stati richiamati in turno per gestire noi questa situazione d’emergenza piuttosto che le forze dell’ordine. Chi avrebbe dovuto bloccare i passeggeri? Le forze dell’ordine si sono rifiutate di lavorare all’interno del terminal. Il terminal non è stato coperto dalle forze dell’ordine. Sono rimasti fuori dalle porte. Noi abbiamo fatto accettazione di tutte le compagnie più importanti al Terminal 5, dove non c’era il controllo fisico per i passeggeri,  il body-check,  i passeggeri avevano quindi libero accesso ad un capannone costruito per i voli sensibili. Lì si è sfiorata la strage, un malintenzionato avrebbe potuto fare una strage, per come erano ammassati i passeggeri”.

Sara, addetta di scalo: “La situazione è tragica. Non c’è nulla di scritto, non lavoriamo nella piena sicurezza. Parecchi colleghi si sono già sentiti male. Le mascherine? Ce ne hanno data una in dotazione. Il filtro dovrebbe essere cambiato ogni 4 ore ma così non è. Delle pause ogni 15 minuti non ci è stato detto nulla. Tantomeno nessuno controlla che siano rispettate. Lavoriamo anche fino a 10 ore. La mattina dopo l’incendio eravamo già operativi al terminal 3 e non avevamo le maschere

Sara, addetta check – in: “Non ci sentiamo tutelate. Il giorno dopo l’incendio timbrando il tesserino la cosa che più mi ha sconvolto è che nessuno dei nostri supervisori ha pensato avessimo bisogno di mascherine. Noi siamo entrate lì dove adesso è transennato e non si può andare. Perché nessuno ci ha detto nulla”.

Elda Fauci

12 maggio 2015

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook