Edward Snowden sarà in collegamento diretto con il Festival Internazionale del giornalismo di Perugia

Edward Snowden sarà in collegamento diretto con il Festival Internazionale del giornalismo di Perugia
Da sinistra: Snowden, Miranda, Greenwald e Laura Poitras

La talpa del Datagate Edward Snowden
La talpa del Datagate Edward Snowden

PERUGIA – Il Festival Internazionale del giornalismo, organizzato da Arianna Ciccone e Chris Potter , si tiene ogni anno nel capoluogo umbro ed è un appuntamento importante e stimato. Dopo le problematiche sorte l’anno scorso circa i finanziamenti e le partnership per l’organizzazione (avvenuta grazie al CrowdFunding), la kermesse dei media tira fuori il coniglio dal cilindro. Un autentico colpo da 90.

Sarà ospite del Festival la tapa del “Datagate”, Edward Snowden. Dalla Russia, in cui si trova per la concessione dell’asilo politico, Edward sarà in collegamento in diretta con la sala dei Notari di Perugia il 17 aprile via Skype. Indubbiamente, un evento dalla portata mondiale considerando che il ragazzo per le sue rivelazioni sulle intercettazioni della potente agenzia americana NSA (National Security Agency), è ricercato dal governo americano e difficilmente si offre a questo tipo di esposizione. Il Festival inizierà il 15 aprile e continuerà fino a al 19. Mai come quest’anno la libertà d’informazione sarà al centro dell’evento.

Chi è Edward Snowden?

Edward Snowden nasce il 21 giugno 1983 a Elizabeth City nella Carolina del Nord, ma passa la sua infanzia nella città di Wilmington. Suo padre, Lonnie Snowden, originario della Pennsylvania, è un ex ufficiale della guardia costiera degli Stati Uniti. Sua madre, Wendy, originaria di Baltimora, Maryland, lavora alla corte federale del distretto. Ha una sorella più grande che fa l’avvocato.

Nel 1999, Edward trasloca con la sua famiglia a Ellicot City nel Maryland, dove studia informatica presso l’Anne Arundel Community College. A Crofton, dove abita, quasi tutti lavorano per l’esercito o la NSA (National Security Agency), il cui quartiere generale non è lontano da Fort Meade. Snowden è visibilmente molto intelligente anche se non si dimostra un buon studente: non riesce a finire gli studi. Suo padre spiega che il ragazzo è mancato per diversi mesi a scuola a causa di una malattia e ha finito per concludere gli studi con corsi online. Avendo lavorato in una base militare in Giappone, Edward Snowden avrebbe avuto modo durante quell’occasione di sviluppare un forte interesse nei confronti della cultura giapponese e ha ammesso di aver una comprensione base del cinese mandarino essendo molto appassionato di arti marziali rivendicando il buddismo come propria religione. Prima di fuggire per Hong Kong Snowden si trovava nelle Hawaii a Honolulu.

Il 17 giugno 2013, essendo preoccupata per la disinformazione nei media di suo figlio, Lonnie Snowden si accorge di un’intervista sul canale Fox TV. Descrivono Edward come «un ragazzo sensibile e intelligente dotato di una profonda riflessione». D’accordo con le idee del figlio sulla rivelazione dei dati del programma di sorveglianza, Lonnie Snowden chiede al figlio di cessare la fuga e di rientrare a casa.
Il 31 luglio 2013, durante un’intervista organizzata e diffusa dalla televisione russa Rossiva24, la madre cambia idea e consiglia al figlio di restare in Russia per il suo asilo temporaneo: “Credo che la Russia abbia la ferma intenzione e la possibilità di proteggere mio figlio. Fossi al suo posto rimarrei in Russia”.
Le convinzioni politiche del ragazzo non sono del tutto note ma nel 2008 ha deciso di attendere lo sviluppo delle elezioni presidenziali, anno che videro l’approdo alla Casa Bianca del 44° Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Snowden dichiarò durante quel periodo di “credere alle promesse di Obama” anche se ha continuato le pratiche dei suoi predecessori. Per quanto concerne le elezioni presidenziali americane del 2012, le liste delle donazioni ai politici indicano che ha contribuito alle elezioni primarie di Ron Paul.

La sua carriera inizia ufficialmente il 7 maggio del 2004 in qualità di recluta delle forze speciali nell’esercito. Dice di voler combattere la guerra in Iraq, poiché “costretto in qualità di umano, ad aiutare i popoli liberi contro l’oppressione”. Quattro mesi più tardi, un incidente durante un allenamento gli spezza le gambe ed è costretto ad abbandonare la sua formazione. Successivamente è ingaggiato dalla NSA come agente di sicurezza all’Università del Maryland prima di raggiungere la CIA (Central Intelligence Agency) per collaborare alla missione americana delle Nazioni Unite a Ginevra in Svizzera. Descrive questa esperienza come “formatrice”. Per esempio, racconta che la CIA ha deliberatamente aumentato il tasso alcolico di un banchiere svizzero, poi lo ha incoraggiato a rientrare a casa in macchina. Quando è stato arrestato, un agente della CIA gli avrebbe offerto il suo aiuto e lo avrebbe reclutato. Il Presidente della Confederazione Svizzera, Ueli Maurer, ha commentato così questa testimonianza: «Non mi sembra che questo incidente si sia svolto nel modo in cui Snowden e i media lo descrivono». Queste rivelazioni sono sopraggiunte in un momento particolare delle relazioni tra la Svizzera e gli Stati Uniti poiché il Consiglio federale svizzero tentava di adottare una legge per la maggior trasparenza nel settore bancario. Snowden ha giustificato queste rivelazioni dicendo: «Non voglio vivere in una società che pratica questo genere di cose».

Nel 2009, Edward lascia la CIA per lavorare con un fornitore privato della NSA in una base militare americana in Giappone. Il direttore della NSA, Keith B. Alexander ha confermato che Snowden ha lavorato per l’agenzia un anno prima di diventare consulente. Susseguentemente lavora per Booz Allen Hamilton per tre mesi in qualità di amministratore di sistemi per la NSA alle Hawaii.
Il ragazzo descrive la sua vita come molto confortevole, con uno stipendio annuale di circa 200 000 dollari prima del suo impiego con Bozz Allen Hamilton. In un’intervista con il quotidiano di Hong Kong “South China Morning Post”, realizzata il 12 giugno 2013, ma pubblicata soltanto il 25 giugno 2013, Snowden afferma di aver ricercato l’impiego con Booz Allen Hamilton al fine di raccogliere delle prove sulle attività della NSA: «Le mie funzioni mi davano accesso alle liste dei dispositivi [Computer, smartphone], notebook spiati attraverso il mondo dalla NSA». «È per questo che ho accettato questo posto».

Snowden lavora nelle Hawaii da un mese quando deruba delle informazioni ultra confidenziali grazie all’ausilio di una chiavetta USB. Trasporta in seguito i dati (con l’aiuto di quattro computer portatili) a Hong Kong, dove si rifugia dal 20 maggio 2013 al 23 giugno 2013, data della sua partenza verso la capitale russa. Il suo lavoro di amministratore di sistemi gli forniva un accesso facile ai metadati contenuti nei computer della NSA. Secondo l’autorevole Los Angeles Times, il tecnico sapeva perfettamente come sfuggire ai controlli di sicurezza destinati ad impedire qualsiasi download illegale di documenti ufficiali. Snowden è licenziato da Booz Allen Hamilton il 10 giugno 2013 per violazione del codice etico della politica aziendale.

Quando Edward lascia gli Stati Uniti nel maggio del 2013, dopo la perdita del suo lavoro che gli assicurava uno stile di vita privilegiato, lui spiega: “Sono pronto a sacrificare tutto ciò perché non posso lasciare che il governo americano distrugga la vita privata, la libertà di internet e le libertà essenziali delle persone del mondo intero con questo sistema enorme di sorveglianza che stanno gestendo segretamente”.
Nel dicembre del 2012 Snowden prende contatti anonimi con Glenn Greenwald giornalista dello storico quotidiano britannico The Guardian e avvocato americano. Gli chiede di equipaggiarsi di sistemi di sicurezza informatica prima di comunicare con lui. Gleen Greenwald però non è né un genio del computer né un genio di codici di sicurezza pertanto declina l’offerta di comunicazione almeno inizialmente. Nel gennaio del 2013, il giovane Edward si mette in rapporti, sempre coperto dall’anonimato, con la documentarista Laura Poitras. Inizia a stabilire un metodo di comunicazione di sicurezza. Questo contatto anonimo per lei, pretende di essere in possesso di informazioni interessanti da dividere nel dominio delle informazioni riservate. Laura Poitras ha comunque bisogno di valutare l’affidabilità di questa fonte sconosciuta, ne parla con qualche persona tra le quali il giornalista Barton Gellman e Jacob Appelbaum, che l’aiutano ad assicurarsi la credibilità di quel misterioso contatto. Secondo lei, Snowden ha scelto di indirizzarsi alla sua persona dopo aver letto uno dei suoi articoli sul New York Times consacrato a William Binney, un informatore dei programmi di spionaggio della NSA, nel 2002. Nell’aprile del 2013, Glenn Greenwald e Laura Poitras, che si conoscono dal 2010, sono membri fondatori della Freedom of the Press Foundation, creata con Daniel Ellsberg. Nel dicembre del 2012 si incontrano a New York per fare il punto su questa fonte anonima che desidera divulgare numerose informazioni confidenziali relative ai programmi di sorveglianza americana.

Da sinistra: Snowden, Miranda, Greenwald e Laura Poitras
Da sinistra: Snowden, Miranda, Greenwald e Laura Poitras

Nel maggio dell’anno seguente, Barton Gellman, un giornalista del Washington Post, indica che ha stabilito un primo contatto con Snowden. Gellman afferma che Greenwald è implicato solo dopo che il Washington Post ha rinunciato a garantire la pubblicazione completa dei documenti nelle settantadue ore, ma il giornalista smentisce questa versione dei fatti. Secondo Gellman, prima di incontralo di persona, Snowden gli ha scritto: “Capisco che dovrò rispondere delle mie azioni e che queste rivelazioni pubbliche segnano la fine della mia vita”. Inoltre, ha riferito a Gellman che finché gli articoli non sono pubblicati, i giornalisti che lavorano con lui sono in pericolo. Potrebbero rischiare la vita se qualcuno decide che questo possa impedire delle rivelazioni imbarazzanti.

Lo stesso mese, Snowden invita Greenwald e Laura Poitras a raggiungerlo a Hong Kong. Quest’ultimi lasciano New York con un altro giornalista del Guardian, Ewen MacAskill. Avevano appuntamento in un centro commerciale nei pressi dell’hotel Mira, nel quartiere di Kwoloon, con un uomo che giocava con un cubo di Rubick, quello era Eward Snowden. Il 5 giugno 2013 Greenwald pubblica un primo articolo concernente le attività di spionaggio della NSA: lo spionaggio di massa delle chiamate telefoniche dell’operatore Verizon. Durante il loro incontro a Hong Kong, Snowden gli ha consegnato tra i 9 000 e i 10 000 documenti della NSA. Il 6 giugno del 2013, Gellman pubblica con Laura Poitras il primo articolo del Washington Post che rivela informazioni sul programma di sorveglianza chiamato PRISM.

Edward Snowden è un ragazzo che crede ciecamente nel rispetto dei diritti civili e nella libertà di espressione e per loro a messo a rischio la sua vita. Un ragazzo che insieme ad altri colleghi come Jualian Assange, Bradley Manning (oggi diventata Chelsea Manning) e molti altri continuano a ricordare al mondo attraverso le loro gesta quant’è importante il diritto alla libertà d’espressione.

Di Manuel Giannantonio
([email protected])
15 Marzo 2015

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