“Operazione Nuovi Schiavi”, la polizia sferra un duro colpo ai trafficanti di vite umane. Arrestate 25 persone

“Operazione Nuovi Schiavi”, la polizia sferra un duro colpo ai trafficanti di vite umane. Arrestate 25 persone

poliziotti-accolgono-migrantiMILANO – Con un’operazione denominata “Sahel”, condotta dalla Squadra Mobile di Milano è stata smantellata un’organizzazione criminale eritrea dedita al traffico di esseri umani, confermando la necessità di proseguire nella lotta a tale crimine, evidenziando quanto sia spregevole lo sfruttamento della disperazione delle persone che fuggono dalla povertà e dalla guerra.

Nell’ambito di tale operazione la Polizia di Stato ha eseguito in varie regioni d’Italia un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Monza a carico di 25 persone, quasi tutte di di origine eritrea. Questa organizzazione aveva trasformato l’emergenza umanitaria in business utilizzando l’Italia come punto di passaggio per i profughi diretti verso il nord Europa. Milano era il centro di smistamento da dove i profughi venivano avviati alla loro destinazione finale, dopo gli sbarchi.

Con grande professionalità, preparazione e conoscenza del fenomeno criminale e delle culture dei soggetti, gli uomini della polizia di Stato hanno agito dopo lunghe e complesse indagini, nonostante siano poche le risorse a loro disposizione, in termini di logistica e di personale.

Il Segretario Generale Regionale Lombardia Brignoli Emanuele, nonché coordinatore Nazionale ell’Osservatorio Nazionale Uffici Immigrazione”, commentando la notizia, con non poca soddisfazione dice: “l’intedimento di chiudere o trasformare centinaia di presidi sul territorio, tra i quali molti uffici di Frontiera, gli uomini e le donne della Polizia, trovando nel loro intimo le motivazioni necessarie, proseguono senza sosta nella lotta alle organizzazioni criminali transnazionali dedite a traffici illeciti, tra i quali quelli di esseri umani”. Proseguendo poi cosi: “Come sindacato di Polizia riteniamo di basilare importanza, nel corso di indagini di questo tipo, il

ricorso alla cooperazione internazionale e la conoscenza, anche diretta, tra gli organi di Polizia e gli operatori deputati alle attività di contrasto al crimine organizzato transnazionale”.

Poi Brignoli spiega comne anche il Procuratore Nazionale Antimafia nella prefazione del libro “Mafie: la criminalità straniera alla conquista dell’Italia” ha sottolineato come l’arma per rendere più efficace e duraturo il lavoro di contrasto al crimine organizzato transnazionale sia proprio una cooperazione tra Stati, reale ed effettiva, così come previsto dai principi e dalle norme che regolano la Convenzione di Palermo del dicembre 2000.

In tale ottica – aggiunge Brignoli – nel 2014, l’Osservatorio Nazionale Uffici Immigrazione, organismo di natura sindacale inserito nell’Ugl Polizai di Stato ha avviato contatti con il Corpo Federale Guardie di Confine Svizzere finalizzato ad uno scambio di conoscenze inerenti la varie legislazioni in tema di immigrazione, sui controlli di frontiera nonché a verificare le intenzioni dei nostri “vicini” in ordine al contrasto alla spregevole attività illecita di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

Dalle parole di Brignoli si capisce quanto sia servita l’attività sindacale per dimostrare la necessità di incrementare l’attività degli uffici di Frontiera, sia terrestri, aerei e marittimi, presidi importantissimi per il contrasto ai traffici di esseri umani e, come dimostrato nell’ultimo periodo, necessari per la lotta al terrorismo internazionale.

L’attività d’indagine conclusa a Milano, così come anche le notizie giunte a seguito dell’incendio scaturito a dicembre sul traghetto Norman Atlantic proveniente dalla Grecia, dimostrano che le organizzazioni criminali utilizzano mezzi di ogni tipo, per far giungere i migranti in Italia con l’intenzione di farli poi giungere nei paesi di destinazione, non curandosi minimamente dei pericoli che questi corrono durante il viaggio.

Emanuele Brignoli, che auspica un incrementando delle risorse economiche, strumentali e di personale, conclude dicendo: “Riteniamo che il contrasto a tali illecite attività, evitando pertanto perdite di vite umane, deve essere incrementato incentivando le investigazioni, non solo nelle terre di origine, ma anche in Italia e in tutta Europa, e intensificando il lavoro alle frontiere, rivedendo il progetto di trasformazione di numerosi uffici deputati a tale controllo, così da impedire ai ‘moderni trafficanti di schiavi’ di mettere in atto i loro intendimenti criminali e poter accumulare ricchezze spropositate. Anche l’approvazione da parte del CDM del ‘pacchetto antiterrorismo’ non fa altro che dimostrare ulteriormente l’importanza dei controlli sui potenziali terroristi e sui loro spostamenti da e verso territori ritenuti ad alto rischio, ottenibili unicamente con un’attenta vigilanza alle frontiere, magari anche incrementando l’applicazione delle norme contenute nella Legge 155/05”

Sebastiano Di Mauro
12 gennaio 2015

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