Strage di Tolosa: killer sotto assedio, si arrenderà nella notte?

La svolta nelle indagini volte a trovare il killer che ha ucciso tre bambini ed un adulto davanti la scuola ebraica di Tolosa è arrivata ieri sera quando gli inquirenti indagando sul motorino usato (uno Yamaha TMax 530) dal killer per fuggire e studiando il traffico telefonico di alcuni sospettati hanno individuato un giovane 24enne, di origini algerine, legato ad al-Qaeda. Per le forze dell’ordine e per il ministro dell’Interno, Claude Gueant, non ci sono dubbi, è lui il colpevole della strage di Montauban e Tolosa.

Ad incastrare il ragazzo anche del materiale trovato sul computer de fratello arrestato nella notte. Nella notte le forze speciali francesi si sono recate nell’abitazione del killer , al numero 17 della rue Sergent Vignè, (in un quartiere residenziale a nord di Tolosa), che si trova solo a tre chilometri dalla scuola ebraica dove lunedì è avvenuta la strage. L’uomo però si è subito asserragliato al piano terra del piccolo edificio dove vive ed ha aperto fuoco ferendo almeno tre agenti della polizia. Da quel momento le forze dell’ordine stanno trattando con il ragazzo che nel corso della notte ha confermato di “vendicare i bambini palestinesi” ed ha anche fatto riferimento alle operazioni militari francesi all’estero, lasciando intendere di esser  stato lui l’autore degli omicidi di Montauban.
Stamani il 24enne ha affermato che non si arrenderà prima di questo pomeriggio, ma tuttavia continuano le trattative per una sua resa. Le forze dell’ordine hanno comunicato di esser intenzionate di prendersi tutto il tempo necessario per convincere l’uomo ad arrendersi senza violenze, c’è da dire che nelle ultime ore le trattative sono state sospese.
Il ministro dell’Interno ha riferito ai media che il ragazzo dice di essere un mujahedin e di essere legato ad Al Qaeda: “In passato è stato in Pakistan e Afghanistan –afferma il ministro- ha legami con individui coinvolti nel jihadismo e nel salafitismo. Afferma di aver voluto vendicare i bambini palestinesi, e attaccare l’Esercito di Francia a causa dei suoi interventi all’estero”.
Il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha sospeso la sua campagna elettorale per seguire meglio la vicenda, ha, secondo radio Europe1, espressamente chiesto di «prendere vivo» il killer.

Aggiornamento delle ore 20:35

Resiste all’assedio delle forze dell’ordine da quasi un giorno il killer di Tolosa, Mohamed Merah.
Il presidente francese Sarkozy dopo aver invitato a catturarlo vivo ha dichiarato che il ragazzo “era pronto a uccidere di nuovo, voleva mettere la Repubblica in ginocchio”, difatti nel pomeriggio nella sua auto è stato trovato materiale esplosivo.
Il procuratore di Tolosa ha affermato che in queste ore Merah ha dichiarato che il suo unico rimpianto è stato quello di non aver ucciso più persone, il suo prossimo obiettivo sarebbero stati due poliziotti: “Ha detto di aver sempre agito solo di essere lui il responsabile dei tre attacchi, e che si arrenderà questa sera”.
Mentre quindi si attende una resa del folle killer un giornalista di France 24 ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata ieri notte da parte di un uomo che si era proclamato come l’autore delle stragi di Montauban e Tolosa. Gli inquirenti hanno considerato la versione del giornalista attendibile, la telefonata, ricevuta circa 10 minuti prima del blitz nella casa di Merah è stata così commentata dallo stesso giornalista d’oltralpe: “Qualcuno mi ha telefonato per dire di essere lo stragista. Si trattava di un uomo molto loquace, che ha detto subito di voler rivendicare gli attentati di Montauban e Tolosa, poi con grande calma ha continuato a fornirmi dettagli molto precisi delle circostanze e dei luoghi delle stragi, come ad esempio il numero dei proiettili e il tipo di arma utilizzato. Poi ha aggiunto di volersi vendicare per la legge sul velo e per la partecipazione della Francia alla guerra in Afghanistan e anche per protestare contro la situazione in Palestina. Non era affatto agitato, né preoccupato, né eccitato. Molto, molto calmo, convinto delle sue parole, educato. Non ha fatto che ripetere che si trattava solo dell’inizio e che avrebbe compiuto altri attacchi e che sarebbe andato in prigione a testa alta o verso la morte con il sorriso. Poi ha assicurato di aver filmato tutto e che tutto sarà presto sulla rete”.


Enrico Ferdinandi

21 marzo 2012

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