L’eredità Hack va tutta alla badante: è giallo sul testamento!

L’eredità Hack va tutta alla badante: è giallo sul testamento!

Margherita Hack (Foto di Elia Castangia)Margherita Hack, scomparsa il 29 giugno 2013, aveva disposto un lascito di 40mila euro da devolvere per associazioni che hanno a cuore la sorte degli animali, ma il marito, scomparso un anno dopo, pare abbia cambiato le disposizioni testamentarie non rispettando la volontà dell’astrofisica.

Ora è giallo perchè no c’è nessuna certezza che questa sia la volontà della Hack né del marito venendosi così a confermare che la morte è una delle poche cose sicure della vita, come dice un vecchio aforisma sempre valido. Cosa c’è infatti di più sicuro che lei, la morte, venga prenderci? Spesso però questa arriva inaspettata e non sedmpre facciamo in tempo ad affidare la nostra volontà legalmente nelle mani giuste, ma ci fidiamo dei nostri cari e di chi si prende cura di noi.

Margherita Hack ha lasciato le sue volontà e tutto il suo patrimonio al marito, ma questi pare non abbia rispettato il testamento e premia con l’intero lascito dell’astrofisica la badante, Tatjana Gjergo che li aveva aiutati in tutto fino all’ultimo respiro di entrambi i coniugi.

Di testamenti, Margherita Hack ne ha scritti due, olografi, di suo pugno; il primo nel 2003 in cui lasciava tutto al marito Aldo De Rosa scrivendo così: “Lascio la parte disponibile dei miei beni a Aldo De Rosa con l’onere di investirli in titoli di Stato a scadenza ultradecennale da scegliersi fra quelli a miglior reddito a cura dell’esecutore testamentario che nomino nella persona dell’avvocato Massimo Cerisola. Detti titoli, finché Aldo vivrà, non potranno essere venduti se non per reali esigenze relative alla sua cura ed assistenza e solo con il consenso dell’esecutore testamentario”. Il secondo invece risale al 2011, due anni prima della sua morte in cui scrisse: “Lascio a mio marito Aldo l’usufrutto generale vitalizio su tutto il patrimonio mobiliare (in comunione dei beni) e immobiliare (solo la mia proprietà). nonché la piena proprietà dei depositi di denaro. Dopo la nostra morte i depositi ammontanti a circa 500mila euro andranno lasciati alle seguenti persone e famiglie ed enti: l’Astad, il gattile, l’Enpa…” Enti che si occupano di quegli animali, che la Hack considerava come figli, tra le persone e famiglie invece compariva anche il nome di Tatjana Gjergo la domestica che da oltre sei anni viveva con loro e che la scienziata considerava una di famiglia.

Queste le ultime volontà, quelle che lei non ha più modificate fino alla morte e che sperava fossero state realizzate, ma alla fine non è stato così!

Infatti sopraggiunta la morte del marito, il 26 settembre scorso, compare un ultimo testamento che invalida tutto. L’uomo infatti avrebbe lasciato tutti i suoi avere e quindi anche quelli ereditati da Margherita Hack a Tatjana, scrivendo così: “Aldo de Rosa nato a Firenze il 20 luglio 1920. Desidero che dopo la mia morte tutti i miei beni vengano dati alla signora Tatjana Gjergo”.

In totale dunque 500.000 euro e la casa di via del Portello è questo l’ammontare dell’eredità di cui beneficerà la domestica a fronte dei 100.000 euro e la casa come dalla iniziale volontà dell’astrofisica.

Ora, di fronte a tale decisione, gli esclusi, ciè le associazione di animnalisti si sono indignati, non tanto per l’inaspettato dirottamento del denaro che lascia le loro casse vuote, ma soprattutto per la mancanza di rispetto nei confronti delle ultime volontà.
In una nota di Giorgio Cociani, presidente del Gattile a cui erano destinati 20.000, si legge: “Avremmo voluto che si fossero realizzati i desideri di Margherita. Ma non solleveremo polveroni. Bisognerebbe farle capire (alla signora Tatjana) che non si è comportata nel modo in cui si sarebbe comportata Margherita. Ci siamo trovati di fronte a uno stravolgimento totale della volontà di Hack. Margherita se n’è sempre fregata dei soldi e non sapeva di non poter disporre post mortem del suo patrimonio” afferma Giorgio Cociani presidente del Gattile a cui erano destinati 20.000.

Franca Varridi Antonini, presidente dell’Astad, invece dice: “Sono state tradite le volontà di Margherita. Rimane l’amarezza di vedere, dopo la sua morte, quanto bassa sia l’umanità…”

Certo si può obiettare che il rapporto umano tra la badante e la coppia, andava al di là della collaborazione di lavoro. Margherita Hack considerava la donna e soprattutto la sua bambina parte della famiglia. I tre si conoscevano da tantissimi anni e, ancor prima che ci fosse un rapporto di lavoro,  esisteva un rapporto di amicizia. Per questo fine alla fine li ha assistiti, non come donna di servizio, ma come amica di entrambi.

Sebastiano Di Mauro
01 febbraio 2015

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