India: due italiani rapiti dai maoisti

India. Mentre continua a tener banco la discussione sul futuro dei due marò (accusati di aver ucciso due marinai indiani) arriva oggi la notizia di due italiani rapiti pochi giorni fa dai Maoisti nella zona di Surada, al confine fra i distretti di Kandhamal e Ganjam, nello Stato nord-orientale indiano di Orissa.

I Maoisti hanno rivendicato il rapimento in un audio messaggio nel quale hanno reso noto che i due italiani, Paolo Bosusco, 54enne guida di trekking, e Claudio Colangelo 61enne romano, sono stati rapiti tre giorni fa dopo esser stati visti fotografare donne che facevano il bagno in un fiume. A dirlo il leader dei Maoisti, Sabyasachi Panda. Sono circa 20 mila gli adepti Maoisti, negli ultimi mesi hanno subito molteplici attacchi da parte del governo di Orissa e che potrebbero approfittare della situazione per contrattare con il governatore di Orissa. Pochi giorni fa, prima del rapimento si erano fatte ancor più aspre le polemiche sui così detti “safari umani”, praticati da varie agenzie turistiche, volti a portare i turisti tra i membri della tribù Bonda. Ciò aveva portato ad un indurimento delle autorizzazioni per far foto e visite alla popolazione locale.

Il ministero degli esteri italiano ha confermato il rapimento ieri sera ed è già in contatto con il console generale a Calcutta Joel Melchiori e la polizia locale per far luce sull’accaduto; la Farnesina è inoltre in stretto contatto con le famiglie dei due italiani rapiti.

I due erano partiti insieme da Puri per un escursione di cinque giorni che avrebbe permesso ai turisti di seguire la vita dei residenti della zona percorrendo i loro stessi percorsi a piedi per arrivare a mercatini tipici del luogo ed osservare la vita di quella popolazione più da vicino.
Per il momento si esclude che il rapimento sia avvenuto per cause diverse dalla richiesta di riscatto. L’agenzia di trekking di Paolo Bosusco, della quale è titolare, ha una filosofia molto rigida (diversa dalle altre agenzie che praticano i safari umani di cui vi abbiamo parlato poco fa) volta al rispetto della popolazione locale, inoltre la sua agenzia contrariamente ad altre agenzie attive nel luogo non organizza tour con vetture o pulmini, ma solo a piedi per non interferire con la quotidianità degli abitanti e non ha mai messo in scena esibizioni a pagamento.

Il capo del governo dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha lanciato un appello ai rapitori dicendosi aperto a negoziati e colloqui a patto che i due italiani rapiti vengano lasciati incolumi.
Il padre di Paolo Bosusco, Azelio (89 anni) ha dichiarato: “Sono disperato, mi chiedo ancora se quello che è successo a mio figlio è vero o no. Ho appreso del rapimento dal telegiornale e ho capito che poteva trattarsi di mio figlio. Aspettavo che mio figlio tornasse la prossima estate per poter andare con lui nella casa in montagna, come facciamo ogni anno. Mi racconta spesso delle sue avventure in India, della giungla e della natura di quel posto. Adesso spero soltanto che torni sano e salvo”.

Il Direttore generale dell’Ospedale San Camillo di Roma, Aldo Morrone, ha invece ricordato Claudio Colangelo con queste parole: “è un viaggiatore instancabile che lavora per dare speranza, salute e dignità alle persone che vivono nei principali Paesi in via di sviluppo, soprattutto India e America Latina”.

Enrico Ferdinandi

18 marzo 2012

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