Anno giudiziario: scontro tra governo e magistratura. Evidenziato rischio terrorismo per Expo 2015

Anno giudiziario: scontro tra governo e magistratura. Evidenziato rischio terrorismo per Expo 2015

anno_giudiziario_milano2Come consuetudine l’inaugurazione dell’anno giudiziario porta alla ribalta una fotografia, più o meno chiara, sullo stato di salute della giustizia in Italia. Ma l’apertura del 2015 è stata anche motivo di polemiche tra magistratura e Governo.

A far scattare il dibattito sono state, più di tutte,  le parole del procuratore generale di Torino Marcello Maddalena, che nel suo discorso ha attaccato – tra le altre cose – la riduzione delle ferie dei magistrati. Maddalena ha paragonato Renzi al Napoleone della Fattoria degli animali di Orwell, “che aveva trovato il rimedio facendo lavorare gli altri, di più. Fino a farli crepare dalla fatica, come il cavallo Gondrano”.

Pronta la risposta in mattinata del Premier Renzi che su Facebook ha scritto: “Oggi di nuovo le contestazioni di alcuni magistrati che sfruttano iniziative istituzionali (anno giudiziario) per polemizzare contro il Governo. E mi dispiace molto perché penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene, che dedicano la vita a un grande ideale e lo fanno con passione. Ma trovo ridicolo – e lo dico, senza giri di parole – che se hai un mese e mezzo di ferie e ti viene chiesto di rinunciare a qualche giorno, la reazione sia: “Il premier ci vuol far CREPARE di lavoro”.

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Renzi ha anche parlato di arrivare rapidamente a sentenza, di semplificare e accelerare, se non eliminare inutili passaggi burocratici e andare verso il processo telematico, cosi nessuno perde più i faldoni del procedimento, alludendo a quanto successo la settimana scorsa a Milano. Ma ha anche sottolineato che bisogna “valorizzare i giudici bravi, dicendo basta allo strapotere delle correnti che oggi sono più forti in magistratura che non nei partiti. A chi mi dice: ma sei matto a dire questa cose? Non hai paura delle vendette? Rispondo dicendo che in Italia nessun cittadino onesto deve avere paura dei magistrati. E i nostri giudici devono sapere che il Governo è pronto a dare una mano. Noi ci siamo”.

Ma l’Anm aggiusta il tiro e sempre su fb afferma: “Il problema non sono i magistrati, ma le promesse mancate, la timidezza in materia di prescrizione e corruzione, la proposta, alla vigilia di Natale, di depenalizzare l’evasione fiscale fino al 3%”.

Poi ancora una controreplica al Governo, come in un infinito “botta e risposta”, dal sindacato delle toghe presieduto da Rodolfo Sabelli, che esorta il governo a trovare “le risorse per coprire le oltre 8.000 scoperture nell’organico del personale amministrativo e afferma:“le critiche che vengono dai magistrati sono dettate dalla delusione: noi riponevamo e vorremmo riporre fiducia nella volontà di fare le buone riforme, ma chiediamo coerenza tra parole e fatti”. Il modo per fare i processi in modo “più veloce e più semplice”, come chiede il premier, c’è: “Blocchi la prescrizione almeno dopo la sentenza di primo grado, introduca sconti di pena ai corrotti che collaborano con la giustizia, estenda alla corruzione gli strumenti della lotta alla mafia: i casi di corruzione clamorosi più recenti e più noti non sono indiscrezioni”.  In sintesi: “Accanto alla messa alla prova, alla non punibilità per tenuità del fatto, al processo civile telematico, sono troppe le riforme timide o assenti”.

Il viceministro della Giustizia Enrico Costa, ha chiesto invece -in una sorta di controreplica- di abolire o comunque di rivedere completamente le cerimonie, affermando:“Non sarebbe ora d’interrogarsi sulla vetusta ritualità delle inaugurazioni dell’anno giudiziario? Non si tratta forse di momenti che andrebbero superati o, almeno, profondamente aggiornati?”.

Infine l’Anm non gradisce che nella polemica si trovi spazio per far riferimento ai “magistrati morti uccisi dal terrorismo o dalla mafia”, la cui memoria imporrebbe di essere seri rigorosi, ma la nota ribadisce:“Non si può non trovare di cattivo gusto il richiamo ai magistrati uccisi”, precisando: “Noi stessi siamo molto cauti nel richiamarci al ricordo dei colleghi caduti per il loro servizio, lo facciamo solo per onorare la loro memoria e il loro sacrificio, non per accreditare la nostra serietà”.

Altre importanti affermazioni sono avvenute nel corso della relazione del presidente della Corte d’appello di Milano Giovanni Canzio, che ha ricordato al Governo, come il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Giovanni Legnini avesse assicurato. “Più uomini e mezzi a Milano nell’anno dell’Esposizione universale, per la previsione di un piano straordinario”.

L’alto magistrato milanese nella sua esposizione, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia del capoluogo lombardo, aveva richiamato i rischi per la presenza della mafia nel Nord Italia che deve “essere ormai letta in termini non già di mera infiltrazione, quanto piuttosto di interazione-occupazione”. Il rifermento è stato chiaro e nel suo lungo passaggio della sua relazione, Canzio, ha fatto riferimento ai processi contro la ‘ndrangheta in Lombardia, come quello ‘Infinito’, che si è concluso in Cassazione “con centinaia di condanne a secoli di carcere”.
Canzio ha anche ribadito dando ampia assicurazione:”certo che presenza e attenzione sarà riservata all’azione di prevenzione e repressione di ogni forma di violenza di natura eversiva o terroristica o di matrice fondamentalista che intenda profittare della portata internazionale” dell’Expo 2015 a Milano. Infine, sempre nella sua relazione Canzio affermava: “Nel distretto milanese e in vista di Expo 2015, lo Stato è presente e contrasta con tutte le istituzioni l’urto sopraffattorio della criminalita’ mafiosa, garantendo, nonostante la denunciata carenza di risorse nel settore giudiziario, la legalità dell’agire e del vivere civile”.
Canzio ha pure elevato un monito alle istutuzioni ribadendo:”Il fiorire di iniziative imprenditoriali collegate allo straordinario evento di Expo 2015 lasciano presagire che per la criminalità organizzata si aprano, insieme con nuove e più ricche opportunità, impreviste criticità, a causa del conflitto latente fra le originarie regole delle ‘ndrine e i più ampi orizzonti di profitto”.

anno-giudiziarioMa nella relazione del presidente della Corte d’appello Giovanni Canzio, in merito all’amministrazione della giustizia nel distretto milanese, non ha fatto mancare stima e gratitudine per i giudici che, “pure in condizioni di pressante quotidiano impegno lavorativo e talora in un clima ingiustificato di delegittimazione o, addirittura, di dileggio, dimostrano spirito di sacrificio, senso del dovere, equilibrio, riservatezza”. I riferimenti erano per le sentenze di assoluzione emesse da Corti d’Appello che hanno ribaltato l’esito del processo di primo grado, come la vicenda

Secondo Canzio, dalle sue parole, “la credibilità complessiva del sistema è stata messa in discussione per il solo fatto che le decisioni apparivano impopolari, senza che si avviasse, come pure sarebbe stato necessario, una riflessione sulla complessità dei fatti e delle prove, sui principi del diritto penale, sulle regole di garanzia del processo e sulla funzione di controllo delle impugnazioni”.

Sull’anno giudiziario si è anche espresso il sindaco Giuliano Pisapia, che ha presenziato all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario milanese e nella circostanza si è così espresso: “Impegno di tutti per la massima sicurezza” e per Expo ha affermato “l’allarme su possibili attentati terroristici, c’è su questo fronte un’attenzione da parte di tutti gli organi competenti che da tempo sono impegnati per garantire il massimo della sicurezza possibile”. Giuliano Pisapia concludeva ribadendo “Un appuntamento così importante, anche a livello internazionale, come Expo 2015 potrebbe portare l’attenzione su Milano, ma tutti dovrebbero capire che l’Esposizione è un grande evento di pace e confronto tra i popoli. Questa è la vera anima di Expo”.

A Milano, durante lo svolgimento dell’anno giudiziario, un centinaio di lavoratori ‘precari della giustizia’ hanno svolto un sit-in davanti al fuori dal palazzo di Giustizia di Milano tenendo in vista uno striscione con la scritta ‘Orlando giustizia per i precari’. Un altro presidio è stato invece organizzato anche dall’associazione Enzo Tortora, che fa capo al partito radicale, che esponeva lo striscione con la scritta ‘Amnistia’.

A Roma invece, come nelle attese, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello, Antonio Marini, ha aperto la sua relazione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ricordando lo scandalo del ‘Mondo di mezzo’ emerso ai primi di dicembre e che ha travolto la capitale. L’alto magistrato ribadiva come “l’inchiesta sul clan Carminati ha messo in luce il crescente intreccio tra mafia e corruzione, che costituiscono i due mali endemici della nostra società. Ha svelato l’esistenza di un’organizzazione di tipo mafioso capace di intimidire e corrompere politici di ogni schieramento”.
La relazione poi proseguiva facendo riferimento ad un “patto esplicito tra i gruppi criminali presenti a Roma, per evitare contrasti, anche per quanto riguarda il narcotraffico, contrasti che possono degenerare in atti criminali eclatanti che rischierebbero di attirare l’attenzione degli inquirenti e dei media.
Non è mancato di prospettare – Antonio Marini – come “ci sia preoccupazione per l’infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo del calcio. Ed necessario istituire una Procura nazionale antiterrorismo”.
Infine Marini ha dichiarato il boom della prostituzione minorile che nello scorso anno ha registrato un +440% rispetto all’anno precedente.

Sebastiano Di Mauro
25 gennaio 2015

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