Lucio Dalla torna a Bologna: domenica i funerali

Lucio Dalla, morto ieri mattina in seguito ad un infarto, tornerà questo pomeriggio in Italia, nella sua Bologna, un ultimo viaggio prima dei funerali di domani. A confermarlo il suo avvocato (da 24 anni) Eugenio D’Andrea, che insieme allo staff che sempre accompagnava il cantautore nei suoi concerti sta organizzando il trasferimento della salma, che dovrebbe arrivare a Bologna proprio oggi pomeriggio: “ci saranno i funerali, sempre nella sua città, o sabato o domenica, giorno del suo compleanno. Non risulta alcun testamento al momento, ma solo cose dette a voce, nessuna volontà scritta. Salvo diverse disposizioni testamentarie scritte – conclude D’Andrea – sarà sepolto a Bologna, la sua città”.

Amici e collaboratori di Dalla sono rimasti per tutta la notte vicino alla sua salma, nella cappella di Saint-Roch, nel centro storico di Losanna, un ultimo gesto d’affetto e di dolore per la sua improvvisa scomparsa.
Ieri vi avevamo riportato i commenti alla notizia di amici, conoscenti, colleghi e fan, ma c’è anche una città in lutto, la sua Bologna, dove Dalla viveva e dove ogni mattina (quando non era in tournee) passeggiava e conversava con gli altri cittadini come se fossero tutti suoi amici, suoi pari. Dalla viveva a due passi da Piazza Maggiore, quella piazza che in uno dei suoi versi più popolari e belli diventò “piazza Grande” e dove ieri nel primo pomeriggio riecheggiavano le sue canzoni più belle, provenienti proprio dalla sua casa. Sotto la sua abitazione centinaia di fiori e biglietti con frasi come “È morto il lupo più buono d’Italia”, la gente intervistata dalle tv nazionali o locali ricorda un uomo sempre disponibile e pronto al dialogo che spesso sedeva sul bar che si affaccia su piazza Maggiore (grande) a pensare ed inventare alcune di quelle canzoni che hanno accompagnato gli italiani e la cultura italiana per oltre mezzo secolo.
Ieri vi avevamo fatto riportato quanto detto da Samuele Bersani, da Lucio scoperto negli anni ’90, oggi vi riportiamo quanto ha detto Pierdavide Carone, ultimo talento che Dalla ha voluto aiutare prima di morire: “Sono convinto che ora ci sta guardando e si diverte da morire assieme agli altri coinquilini del Paradiso, sicuramente ci starà sfottendo per le reazioni di ognuno di noi, ha passato una vita intera ad osservare le reazioni della gente alle cose della vita (belle e meno belle), la sua musica è testimone di ciò che scrivo… Della sua famiglia non anagrafica io ero l’ultimo nascituro e della sua arte ne rappresento il canto del cigno, e la consapevolezza che deriva da questo smuove in me le emozioni più agli antipodi che si possa immaginare… Mi gratifica ma al contempo mi fa sentire così solo oggi… Quanto e’ speciale un uomo che a 68 anni si mette a servizio di un giovane? Non sempre dietro un grande artista si cela un grande essere umano, questo è quello che dissi quando fui ospite del suo concerto a Bologna, l’ho ridetto durante il festival e lo ridico ancora più forte oggi, perché è quello che mi ha lasciato Lucio Dalla e se potrò rivivere metà della sua grandezza allora anch’io riuscirò ad essere una persona migliore. Arrivederci Lucio”.
Anche quest’oggi quindi non possiamo non ricordare Dalla che così, come un uomo in grado, con i suoi versi, le sue note e le sue azioni, di indirizzare gli uomini del domani verso la miglior via da seguire, ispirando e illuminando.

Enrico Ferdinandi

2 marzo 2012

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