Chiarito giallo aggressione con acido del giovane 22enne milanese: arrestati l’ex fidanzata ed il suo compagno

Chiarito giallo aggressione con acido del giovane 22enne milanese: arrestati l’ex fidanzata ed il suo compagno

giovane-aggredito-con-acido-via-carcanoMilano – Ieri erano ancora oscuri i moventi che avevano portato all’aggresione del giovane milanese  a martellate, dopo che una donna le aveva gettato dell’acido sul volto.

Gli investigatori fin da subito avevano fiutato la pista passionale, ma dopo aver sentito il giovane in ospedale, non appena le sue condizioni lo hanno permesso,  ne hanno avuto la conferma.

I due aggressori sono Martina Levato, di 23 anni e Alexander Boettcher di 30, entrambi arrestati ieri e condotti nel carcere di San Vittore, dopo che l’autorità giudiziaria ha convalidato il loro arresto. La vittima rimane grave in grave in ospedale con ustioni profonde al volto che hanno interessato anche un occhio, per il quale è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Nel frattempo la polizia ha accertato che il maggio scorso la ragazza aveva cercato di evirare un compagno di università, attirandolo con uno stragemma sulla sua auto, con la quale si erano poi appartati nel parcheggio di un hotel. Ad un tratto lei aveva detto: «Chiudi gli occhi che ti faccio un regalo», ma quando ha riaperto gli occhi, il ragazzo aveva visto lei armata di un coltello col quale tentava di evirarlo, e si era quindi dato alla fuga per scampare all’atto violento della donna.

L’aggressione con l’acido invece è avvenuta nel pomeriggio dell’altro ieri a Milano in via Giulio Carcano, ma si può dire che sia stato l’epilogo di una storia iniziata diversi anni fa. Infatti la ragazza arrestata e la vittima erano compagni di classe al liceo Parini di Milano e in quel periodo avevano avuto una breve relazione sentimentale. Le loro strade poi si erano divise: lui è andato a studiare negli Stati Uniti, lei all’università Bocconi.

Poi, alcuni mesi fa i due si sono sentiti via whatsapp e così lui è venuto a sapere della nuova relazione con il 30enne. La ragazza gli ha anche raccontato i particolari della nuova storia con l’attuale fidanzato, che aveva dei risvolti morbosi. Dopo aver sentito queste cose la vittima le ha consigliato di interrompere il rapporto. I contatti poi si interrompono ed il giovane riceve, stranamente, nel mese di agosto un sms da parte del 30enne che lo invita a mettersi contro la donna.

Ora la vittima era rientrato in Italia per trascorrere il Natale in famiglia, e qualche giorno fa invia un messaggio di auguri all’ex fidanzata, ma non riceve risposta. Dal giorno dopo comincia a ricevere delle telefonate da uno sconosciuto, che lo invita a ritirare un pacco regalo. Poi l’altro ieri pomeriggio, l’epilogo. Il giovane si decide di andare nel luogo dell’appuntamento, in via Giulio Carcano, assieme al padre per conoscere la persona che avrebbe dovuto consegnargli il pacco.

Mentre il padre parcheggia l’auto, lui era sceso e si era recato all’ingresso del palazzo che gli era stato indicato, ma alle sue spalle arrivano gli aggressori. La ragazza gli getta dell’acido muriatico addosso e la vittima inizia a scappare, inseguito dal 30enne armato di martello.

Il giovane nonostante accecato ha la prontezza di girarsi e di afferrare il suo aguzzino, nel frattempo interviene il padre della vittima ed un passante, che immobilizzano l’uomo fino all’arrivo della polizia. La donna invece era riuscita a scappare, ma veniva rintracciata poco dopo ed interrogata fino ad avere la conferma della sua colpevolezza ed essere arrestata insieme al compagno, complice dell’aggressione.

Il 30enne arrestato si occupa della gestione di alcuni immobili della famiglia ed è sposato da 10 anni, anche se la moglie era all’oscuro della relazione con la 23enne. Nell’appartamento sui Navigli, dove l’uomo si incontrava con la giovane, sono stati rinvenuti 5 flaconi di acido muriatico, un bisturi e a del cloroformio che l’uomo usava per incidere l’iniziale del suo nome alle donne che glielo chiedevano. Appare subito chiaro agli inquirenti che il contesto di entrambe i due aggressori appartengono alla “buona famiglia”, di ceto medio-alto, le quali rimangono sgomenti nell’apprendere quanto accaduto ai loro “pargoli”.

Durante l’udienza di convalida ieri la ragazza si è addossata tutte le colpe e appariva tranquilla, tanto che il suo avvocato ha deciso di chiedere una perizia sulla sua capacità di intendere e volere. Il trentenne invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo per direttissima inizierà l’8 gennaio.

Sebastiano Di Mauro
30 dicembre 2014

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