Stupro nell’Aquilano: La ragazza” Volevano uccidermi”

Uno stupro di gruppo, una violenza e una ferocia inaudita messi in atto dal branco. È così che in queste ore inizia a prendere corpo quanto accaduto alla studentessa di Tivoli aggredita e stuprata la notte di sabato scorso all’uscita da una discoteca nell’aquilano.
È  infatti il sangue della giovane quello trovato sulla camicia, la mano e il bracciale del militare 21enne originario di Avellino fermato quella stessa notte mentre tentava di allontanarsi in macchina con altri due commilitoni e la fidanzata di uno di questi.
Intanto oggi gli inquirenti descrivono ciò che ha subito la ragazza con poche terribili parole  “stuprata selvaggiamente da uno o più uomini che volevano provare una pratica estrema” dicono e a confermarlo ci sarebbero le profonde e gravissime ferite interne ed esterne riportate dalla giovane nelle zone intime, ferite talmente profonde da richiedere numerosi punti.
Le lesioni riportate dalla giovane non sarebbero compatibili con un rapporto ordinario, come dichiarato dal militare che aveva parlato di un rapporto consenziente con la giovane, ma dimostrerebbero una violenza perpetrata anche da più persone insieme, con ferocia e cattiveria.
Oggi nel frattempo la ragazza ha iniziato a ricostruire quanto accaduto quella sera “Ho capito che potevo morire. Quelli mi volevano uccidere” ha raccontato. Le sue condizioni sembrano migliorare lentamente, è assistiti da numerosi psicologi e psichiatri, nonché dalla famiglia che non l’ha mai abbandonata, ma lo choc terribile che ha subito le impedisce ancora di ricordare tutto.
Migliorerà col tempo, le ferite, anche se gravi, si stanno già lentamente rimarginando, oggi, per la prima volta si è alzata dal letto, ha fatto qualche basso nonostante il dolore, tentennando, ma decisa.
E se le ferite del corpo guariranno col passare dei giorni ora per lei si prospetta la prova più difficile. Ricordare quelle terribili ore, provare di nuova la paura, il dolore, lo sgomento, di fronte a quella violenza feroce e animale. Affronterà ancora una volta quelle ore di terrore, il sangue, il dolore, ma soprattutto le facce dei suoi aguzzini, i loro volti sopra di lei, crudeli e implacabili. Ma lo dovrà fare, per se stessa e per tutte le altre donne, per ottenere quella giustizia che si merita e per assicurare dei mostri alla giustizia, perchè una cosa del genere non accada mai più, perchè nessuno la faccia più franca.

Valentina Vanzini

18 febbraio 2012

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