Tra sfarzo e molotov il Fidelio di Beethoven alla Scala. Napolitano e Renzi i grandi assenti nella Milano dell’Expo

Tra sfarzo e molotov il Fidelio di Beethoven alla Scala. Napolitano e Renzi i grandi assenti nella Milano dell’Expo

scontri a Milano per la prima alla scalaMilano – Come annunciato da giorni, quello che è successo ieri in occasione della prima alla Scala di Milano non ha colto di sorpresa e infatti la questura aveva predisposto un imponete servizio d’ordine con agenti antisommossa,

Presenti tutte le sigle dell’antagonismo, dai centri sociali ai comitati per la casa, dai collettivi studenteschi ai sindacati di base per un unico obiettivo che è quello contestare “padroni e governanti” che come sempre sono alla prima della Scala. Questa volta però le aspettative rimangono deluse perchè nè il Presidente della Repubblica, né il premier Renzi sono alla prima più importante d’Italia nella città che sta per aprirsi all’Expo.

Ma le “folle” non mancano all’appuntamento delle 17, un’ora prima dell’apertura del sipario sul Fidelio di Beethoven, anche se già fin dalle 15 dalle periferie erano in tanti a muoversi e raggiungere Piazza della Scala, con cortei più o meno organizzati.

Al centro della contestazione quest’anno ci sono gli occupanti abusivi nei quartieri popolari, già protagonisti di scontri violenti con la polizia nei mesi scorsi. Perché fin dal 1968, piazza della Scala a Milano è stata la vetrina per eccellenza per la contestazione sociale e anno dopo anno, alle prime non sono mai mancate le uova sulle pellicce delle signore importanti.

Scala-la prima del 7 dicembreMa quest’anno sia premier Matteo Renzi, che il presidente Giorgio Napolitano, come detto non ci sono stati. Le figure istituzionali di prestigio invece presenti sono state quella del presidente del Senato, Piero Grasso, e del ministro della Cultura, Enrico Franceschini. Presente anche la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, presa di mira per i cori di contestazione.

Presenti in piazza migliaia di manifestanti appartenenti ai comitati di San Siro, Giambellino, Ticinese e Corvetto, ma anche quelli di Quarto Oggiaro e Lorenteggio.

Nella Milano da bere, così come citato l’altra sera nella basilica di Sant’Ambrogio dall’arcivescovo Angelo Scola, i privilegi sono dedicati a pochissimi e la maggioranza vive nei quartieri popolari in condizioni di povertà. Serve un “Nuovo Umanesimo” si legge nel discorso di Scola, serve più welfare invece nelle aspettative di tutti i movimenti che ci sono in città.

Tantissime i movimenti minori a margine dell’evento per protestare: sindacati, comitati unitari di base, No Expo o anche No Canal o No Teem, ma quello che più ha fatto fibrillare i responsabili dell’ordine pubblico in città è stato l’arrivo di militanti anarchici dal Veneto e dalla Liguria che transitavano per Milano verso la manifestazione No Tav organizzata domani a Torino.

Questo 7 dicembre erano almeno 750 i poliziotti, i carabinieri e i baschi verdi della Finanza schierati a presidiare le vie d’accesso a piazza della Scala, già in strada dall’ora di pranzo per evitare focolai di protesta anticipati. Oltre 300 gli agenti di polizia locale invece che hanno garantito la viabilità intorno nel centro.

A parire dalle ore 17 poi momenti di tensione si sono vissuti a Milano, quando mancava poco alla prima del Fidelio di Beethoven, gruppi appartenenti ai centri sociali hanno cercato di sfondare i cordoni di polizia in via Santa Margherita, senza riuscirvi.

Alle 18 comincia la Prima del massimo teatro milanese e dopo pochissimi minuti di tensione gli animi si riscaldano ma ogni attacco viene respinto e scatta la prima carica della polizia.

Nei tafferugli due carabinieri rimangono feriti per il lancio di bottiglie molotov, sassi e fumogeni che partono dagli antagonisti dei centri sociali. Si conta un ferito anche tra i manifestanti.

Poi ancora una carica della polizia e dei carabinieri davanti Palazzo Marino e le forze dell’ordine chiudono i manifestanti in un piccolo spazio in via Case Rotte.

”Ci hanno manganellato, due di noi sono stati colpiti alla testa”, lamentano gli attivisti dei centri sociali, mentre la polizia non conferma la presenza di feriti, sia pure non esclude possano esserci stati dei contusi. Un gruppo di anarchici insurrezionalisti, poi fronteggia le forze dell’ordine, in piazza della Scala, ma due cordoni di agenti, in tenuta antisommossa, contrastano il lancio di fumogeni e petardi, ma la tensione sale.

All’interno del tempio della musica intanto partono le note dell’Inno di Mameli, diretto da Daniel Barenboim, che con il Fidelio di Beethoven conclude la sua direzione musicale scaligera, essendo per il il maestro di origini israeliane, un vero e proprio addio.

La prima è stata applauditissima e il Fidelio è stato un trionfo alla Scala.

Sebastiano Di Mauro
8 dicembre 2014

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