Costa Concordia: ferme tutte le attivita’. Schettino resta ai domiciliari

È ancora tutto fermo all’Isola del Giglio causa mare mosso e condizioni del relitto della nave che non permettono ai sommozzatori e agli addetti della rimozione dei carburanti di operare in sicurezza. I tecnici della SMIT Salvage, la società olandese che insieme all’italiana Neri si occupa dello svuotamento dei serbatoi dalle oltre 2.400 tonnellate di carburanti, hanno fatto sapere che devono ancora esser installate tre valvole per far si che possa cominciare l’estrazione in sicurezza del carburante, riducendo le possibilità di pericolose perdite in mare.

Ritardare l’installazione di queste valvole coincide con l’aumento del pericolo che possa verificarsi un disastro ambientale dalle drammatiche conseguenze per tutto il mar Tirreno. Purtroppo però per questo tipo di installazioni è necessario che vi siano condizioni meteo adatte, ovvero che non via vento e che il mare sia calmo. Ricordiamo che in poco più di tre settimane la Costa Concordia si è spostata di circa 60 centimetri verso il mare aperto, a pochi metri da dove si è arenata si trova un burrone che va dai 50 ai 70 metri.
I giudici ieri hanno deciso di far rimanere agli arresti domiciliari il Comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, una decisione che accontenta sia l’accusa che la difesa. Difatti la Procura di Grosseto voleva maggiori restrizioni e per questo motivo aveva richiesto il ritorno in carcere di Schettino mentre la difesa aveva adirittura chiesto la revoca dei domiciliari.
Per Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile e commissario per l’emergenza all’Isola del Giglio, intervenuto oggi in audizione in commissione Lavori Pubblici al Senato, per quanto riguarda le voci di presunti clandestini a bordo della nave la notte del 13 gennaio  ha detto che si tratterebbe di una truffa per “lucrare sulle assicurazioni. Le prime liste disponibili erano quelle delle persone che dovevano salire a bordo e non quelle relative alle persone effettivamente salite sulla Costa Concordia. Poi si è chiarito che al dato degli atti Costa non aveva clandestini. Non ci sono clandestini e sono contento per la compagnia Costa, per la sua onorabilità, che sia emerso”.
Difatti un cittadino ungherese presente sulla nave quella sera aveva segnalato alle autorità del suo Paese il nominativo di una donna, indicandola come clandestina a bordo della nave: si trattava però di una donna morta tre anni prima e le cui generalità erano state sfruttate per lucrare sul prevedibile indennizzo da parte delle assicurazioni”.
Arriva anche un’altra smentita, quella avanzata sul settimanale Oggi  da Domnica Cemortan, la venticinquenne moldava a bordo della Costa Concordia la notte del disastro che in merito alla sua relazione con Schettino ha affermato: “Sono tutte bugie. Non sono nata ieri. Questa notizia è stata messa in giro apposta per mettere sotto pressione il capitano: Vogliono isolarlo anche all’interno della sua famiglia”.

Enrico Ferdinandi

8 febbraio 2012

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