Medici arrestati: prescrivevano latte in polvere in cambio di regali dalle ditte produttrici

Medici arrestati: prescrivevano latte in polvere in cambio di regali dalle ditte produttrici

lattePISA – È stata una segnalazione anonima arrivata ai carabinieri del Nas di Livorno nel giugno 2013 a far scattare l’indagine che ha scoperto un giro di medici e informatori scientifici rei – secondo l’accusa – di aver fatto acquistare latte artificiale alle neomamme per l’allattamento dei figli anche senza apparente necessità.

Secondo gli investigatori era “consolidata e diffusa la pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l’infanzia praticavano per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti – costosi viaggi e regali di lusso – ed aumentarne così le vendite”.

Partendo da questa ricostruzione ieri i Nas e i magistrati di Pisa hanno arrestato per corruzione dodici medici pediatri, tra i quali due primari, e altre sei persone, informatori scientifici e un dirigente di un’azienda specializzata in alimenti per l’infanzia.

L’accusa di corruzione nell’ambito della commercializzazione di latte artificiale per l’infanzia è scattata per Michele Masini, dirigente di 50 anni di Limbiate (Monza) e gli informatori scientifici Dario Boldrini, 33; Valter Gandini, 70enne di Pisa, Vincenzo Ruotolo, 64, di Grottammare (Ascoli Piceno), Gianni Panessa, 59enne Livornese, e Giuliano Biagi, 35, di Massa. I medici arrestati sono i primari Stefano Parmigiani, 57, dirigente dell’ospedale del Levante ligure (La Spezia), e Roberto Bernardini, 57, dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, e i pediatri di base Maurizio Petri, 64, Fabio Moretti, 61, Marco Granchi, 61, Claudio Ghionzoli, 63, Roberto Rossi, 62, Eros Panizzi, 61, Luca Burchi, 59, tutti di Pisa e provincia, e Renato Cicchiello, 66, di Livorno, Gian Piero Cassano, 65, di Lido di Camaiore, Marco Marsili, 59, di Piombino.

Secondo l’accusa il latte in polvere prescritto senza alcuna utilità a migliaia di mamme, sarebbe stato oggetto di scambio per una raffica di benefit a coloro che ne prescrivevano l’uso; in cambio le aziende produttrici offrivano viaggi, contanti, tv, elettrodomestici, tablet e smartphone. Chi non amava viaggiare poteva comunque riscuotere i bonus viaggi e trasformarli in euro.

Secondo il sostituto procuratore Giovanni Porpora e il gip Guido Bufardeci la corruzione è più che evidente. Sono diverse infatti le intercettazioni raccolte dagli investigatori in merito alla vicenda, emblematica quella tra un informatore scientifico e il medico: “lei dottore più ci soddisfa più la soddisfiamo…”.

“Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del ministero della Salute”, ha commentato ieri sera il ministro Beatrice Lorenzin. Per ilò presidente Enrico Rossi: “Gli arresti dei pediatri e le accuse rivolte ad alcuni cardiologi sono vicende inaccettabili. Non è tollerabile che per responsabilità di pochi si getti un’ombra su decine di migliaia di lavoratori e professionisti onesti della sanità toscana. La pubblica amministrazione deve reagire. Sono comportamenti inaccettabili e denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e perseguito. Ora ognuno deve fare la sua parte: ho chiesto alle Asl coinvolte e agli ordini professionali di assumere, nel rispetto delle leggi, provvedimenti amministrativi e precise sanzioni disciplinari”.

Davide Lazzini
22 novembre 2014

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