Elena Ceste: ritrovati nuovi resti di ossa

Elena Ceste: ritrovati nuovi resti di ossa

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ASTI — Un nuovo sopralluogo dei Carabinieri presso il canale di scolo di Isola d’Asti ha portato alla luce quelli che sembrano essere i resti delle mani, dei piedi e di alcune vertebre di Elena Ceste. Presenti al ritrovamento, effettuato passando al setaccio il fango della zona, gli inquirenti e Francesco Romanazzi, direttore del Dipartimento di Medicina Legale, presso il quale è stato immediatamente inviato il materiale.

Si aggiungono così altri tasselli utili per la soluzione di un caso che ha ancora molti interrogativi senza risposta. Infatti le cause della morte della mamma di Costigliole d’Asti rimangono tuttora sconosciute. L’autopsia non è stata risolutiva e per il momento le uniche certezze sono la mancanza di «tracce evidenti di ferite o traumi in qualche modo collegati alla sua morte» (le lesioni del cranio sono compatibili con le circostanze del ritrovamento); non è nemmeno chiaro se il corpo sia stato nascosto di proposito con terra e arbusti o sia giunto trascinato dalla corrente. L’immobilità davanti al cancello di casa dei cani molecolari, indotti a cercare la possibile via di fuga, porterebbe a pensare che Elena non si sia mai mossa da casa. Le pessime condizioni nelle quali è stato rinvenuto il corpo di Elena non sono certamente d’aiuto, e gli attrezzi usati per i lavori di pulizia in corso in quel canale di scolo hanno ulteriormente devastato ciò che già era stato compromesso.

Anche se venerdì il marito Michele Buoniconti ha ricevuto l’avviso di garanzia, un «atto dovuto» per il procuratore capo di Asti Giorgio Vitari, le ipotesi sono ancora tutte aperte: per ora l’omicidio rimane quella più accreditata ma gli inquirenti stanno valutando il suicidio (anche se poco plausibile una morte volontaria nell’acqua bassa del canale e che la donna completamente nuda sia passata inosservata) e la caduta accidentale (anche qui però i dubbi sono molti sempre dovuti al fatto che se anche si fosse allontanata nuda e in stato confusionale non sembra probabile che non sia stata notata).

In attesa dell’esito degli esami istologici e tossicologici, rimane veramente ancora un mistero la tragica fine di Elena Ceste, ritrovata dopo mesi di ricerche in quel punto non lontano da casa, tra il fiume Tanaro e la ferrovia per Alba ormai in disuso, esposta alle intemperie e parzialmente sepolta.

Le parole del marito alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati sono state le seguenti: «Assurdo, non hanno prove. Non capisco. Io non le ho fatto nulla, sono tornato a casa e non l’ho più trovata». Anche i familiari di Elena Ceste sono concordi nel ritenere innocente Michele: «Non abbiamo motivo di pensare che sia responsabile della morte di Elena. Crediamo in lui, almeno sino a prova contraria. Ci siamo sempre fidati di lui e non c’è una sola ragione per non farlo più adesso». L’avvocato della famiglia ricorda che «ci sono dei bambini da tutelare, aspettiamo eventuali sviluppi». Don Roberto Zappino, parroco della frazione Motta di Costigliole d’Asti dove viveva Elena, ha fatto sapere che presto andrà a trovare la famiglia e durante l’omelia ha fatto un appello al silenzio: «Stiamo parlando troppo, c’è bisogno di più silenzio per non aumentare lo stress psicologico» e «tutto ciò che si dice può essere sbagliato». Anche don Bruno Valente, parroco della frazione di Santa Margherita dove Elena andava a Messa, parla di «una tristezza infinita» dopo mesi vissuti nella speranza che tutto potesse risolversi.

Paola Mattavelli
27 ottobre 2014

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