Expo si nutre di corruzione e reati. M5S: Acerbo si dimetta da tutti gli incarichi

Expo si nutre di corruzione e reati. M5S: Acerbo si dimetta da tutti gli incarichi

antonio-acerboMILANO – Sugli appalti truccati di Expo ora c’è un nuovo indagato nell’indagine. Si tratta di Antonio Acerbo, ingegnere originario dell’Aquila, già direttore generale del Comune, che sotto la giunta Albertini aveva gestito il restauro del Teatro alla Scala. Ieri mattina, su disposizione dei pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, personale della Guardia di Finanza – sezione di polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica di Milano ha eseguito diverse perquisizioni nei luoghi in disponibilità dell’indagato, cui è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per i reati di corruzione e turbativa d’asta.

Nel comunicato stampa del procuratore Edmondo Bruti Liberati, si legge che i reati contestati ad Acerbo sarebbero stati commessi a Milano fino al 10 luglio.
Antonio Acerbo sarebbe stato corrotto dall’imprenditore Enrico Maltauro perché favorisse la sua azienda nell’assegnazione dell’appalto «Via delle acque».

L’appalto, il cui importo complessivo è stimato in circa 54 milioni di euro, comprende oltre al collegamento idraulico fra il sito Expo e il Naviglio Grande altre opere tra cui alcune connessioni ciclopedonali e la realizzazione di due nuovi ponti pedonali sul Naviglio Grande.

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, commentando la notizia afferma: “Ritengo opportuno che, per il bene di Expo,  il Commissario delegato Antonio Acerbo faccia un passo indietro”. Pisapia poi proseguiva dicendo: “Da garantista  sono consapevole che siamo di fronte ad un avviso di garanzia, non a un arresto o una condanna, ma resta però  l’esigenza di salvaguardare la reputazione del nostro Paese, di Milano e di Expo”.   

Sul caso interviene Silvana Carcano, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Commissione Antimafia, che afferma “l’apertura di una indagine che coinvolge Antonio Acerbo non è affatto una sorpresa.  E ancora una volta è l’assurdo progetto Via D’Acqua ad annegare nelle inchieste. La macchina Expo andrà a scontrarsi contro un muro di cemento armato e avremo inchieste e processi per corruzione e sperpero di denaro pubblico per i prossimi vent’anni. Chiediamo anche che la Commissione Antimafia Regionale convocata oggi si esprima in maniera chiara su questo ulteriore scandalo”.

Incalza Giampietro Maccabiani del Consiglio Regionale Lombardo, che dice:“Acerbo si deve dimettere da tutti gli incarichi in Expo. Sono mesi che teniamo sotto la lente i lavori per l’esposizione universale e, manager dopo manager, il numero degli inquisiti cresce. Attendiamo con impazienza il 18 novembre per la seduta straordinaria del Consiglio Regionale su Expo, sempre nel caso che in Expo ci sia ancora qualcuno non inquisito, per un dibattito con gli stessi partiti che stanno tenendo a galla un il più grande sistema di malaffare lombardo da dopo tangentopoli”.

Gianmarco Corbetta, M5S Lombardia, aggiunge: “Ci auguriamo che la Magistratura vada fino in fondo e che nessuno si permetta di ostacolarne il corso. Da questo punto di vista i giudici, intralciati in tutti i modi nel Ventennio berlusconiano dall’accordo Pd e PdL, possono contare su di una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che li sostiene nella loro imprescindibile opera di pulizia della spazzatura tangentistica che dilania il paese  e di cui è responsabile la classe politica”.

Sebastiano Di Mauro
18 settembre 2014

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