Preoccupazione tra i poliziotti che operano tra i migranti. Il sindacato chiede maggiori tutele

Preoccupazione tra i poliziotti che operano tra i migranti. Il sindacato chiede maggiori tutele

poliziotti-accolgono-migrantiMILANO – Preoccupazione, ragionevolmente giustificata, tra i poliziotti interessati ad accogliere i migranti in arrivo dal nord Africa.

I timori di questi uomini, di venire contagiati dai virus di cui i profughi sarebbero portatori, Tubercolosi, Scabbia, Ebola,  non sono fine a se stessi ma nascono anche e soprattutto dalla responsabilità di proteggere le proprie famiglie.

E’ per tale motivo che si aspetterebbero dal proprio ministero segnali chiari che possa farli operare nella massima sicurezza possibile, nel rispetto dei vigenti protocolli sanitari e con il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali.

Invece non è così secondo il segretario Regionale Generale Ugl Polizia di Stato Emanuele Brignoli, che firma un comunicato stampa congiunto con altri sindacati di polizia (Lisipo, Sodipo, Rinnovamento sindacale).

Per tale motivo “la segreteria Regionale Lombarda chiederà al dipartimento della P.S., tramite la Segreteria generale, di procedere ai necessari screening medici su tutti i dipendenti in servizio e da destinare al servizio accoglienza, nonchè a tutti i dipendenti impegnati nella trattazione dei migranti e degli stranieri in generale”.

Sempre nel comunicato si legge che “Tali accertamenti saranno finalizzati ad accertare ed escludere la presenza di eventuali patologie in atto in modo da permettere in futuro la valutazione corretta di eventuali richieste di casuse di servizio”.

Il segretario Emanuele Brignoli poi sottolinea come per il dipartimento della P.S. La parola d’ordine sia “Non ammalarsi”, tanto da emanare continue circolari esplicative complete di diapositive, dove possono vedersi “in bella nostra mascherine, guanti in lattice e tute protettive, che abbondano nei puliti laboratori romani, ma che pare non esistano dove servirebbero”.

“Peccato – prosegue il comunicato – che anche quando le analisi cliniche dicono che realmente qualcosa di strano esiste subito la nostra direzione sanitaria, per bocca del neo-direttore, si precipita a dichiarare che ‘nessun poliziotto’ è malato.

Oppure “quando viene accertato un pregresso contatto con il ‘micro-organismo’, sempre il neo-direttore precisa che questo può essere avvenuto anche molti anni fa”-

Infine, conclude il comunicato “non ci resta che proteggerci con quel poco che abbiamo consolandoci con le belle immagini di una polizia sempre pronta a far vedere che tutti è programmato e funziona alla perfezione”.

Sebastiano Di Mauro
13 agosto 2014

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