Caso Yara: si complica posizione per Bossetti, il suo dna nei peli sul corpo della ragazza

Caso Yara: si complica posizione per Bossetti, il suo dna nei peli sul corpo della ragazza

comi-bossetti-si-complica-posizioneLe risultanze delle analisi del professor Fabio Buzzi, Responsabile dell’Unità operativa di Medicina dell’Università di Pavia, che verranno consegnate in Procura, emerge un particolare, che potrebbe aggravare la posizione di Massimo Bossetti.

E’ stato confermato infatti che le tracce di Dna trovate sui vestiti di Yara Gambirasio coincidono con i peli e i capelli raccolti sopra e intorno al suo corpo”. Il Dna analizzato, secondo gli investigatori, appartiene a Massimo Giuseppe Bossetti, arrestato il 16 giugno e rinchiuso nel carcere di Bergamo con l’accusa di aver ucciso la 13enne di Brembate di Sopra. Ora questo nuovo elemento, potrebbe aggravare ulteriormente la posizione dell’unico indagato.

La relazione ufficiale del professor Fabio Buzzi, incaricato dalla Procura di Bergamo di analizzare i reperti piliferi (peli e capelli) sarà depositata a breve alla Procura della Repubblica, è potrà contare in un elemento in più che darà forza alle accuse.

In una intervista il professor Buzzi. Ha spiegato: “ per noi procedere all’identificazione personale non comporta individuare nome, cognome eccetera, ma individuare che le tracce di materiale biologico addosso agli indumenti di Yara, oltre che le formazioni pilifere apposte sugli indumenti, abbiano un effettivo riscontro”: Inoltre il prof. Buzzi, alla domanda se si tratti di peli o capelli il professore ha risposto: “Noi non facciamo delle distinzioni”. Una cosa è certa secondo il medico legale, che i peli e i capelli ritrovati sul corpo di Yara sono di Ignoto 1. Questo rafforza l’altra indagine condotta collateralmente sul materiale biologico ritrovato sugli indumenti della povera ragazza. Ma gli inquirenti bergamaschi hanno dichiarato che “non risulta” al momento vi siano risultati sulla comparazione di peli ritrovati sul corpo di Yara riconducibili al muratore di Mapello.

Bossetti, intanto, ha incontrato in carcere la moglie Marita Comi, che crede alla sua innocenza, ma lo ha supplicato di chiarire il perchè delle tracce di Dna ritrovate sul corpo della ragazza.

Il Ris di Parma, settimana prossima eseguirà nei propri laboratori, davanti ai consulenti della difesa, nominati dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni  e quello della famiglia di Yara, Giorgio Portera, i rilievi sui mezzi utilizzati dal Bossetti, la vettura Volvo, ma soprattutto sul suo autocarro cassonato Iveco Daily, entrambi posti sotto sequestro.

Sarà proprio l’autocarro del muratore, a finire sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, e da indiscrezioni, sembrerebbe che su questo mezzo, sia tracciato una sorta di identikit, derivante da una caratteristica unica, rispetto ad altri mezzi simili, tra l’altro abbastanza comuni nelle zone della Bergamasca. Di cosa si tratta, non è ancoora dato da sapere, perchè gli inquirenti osservano il massimo riserbo.

Sebastiano Di Mauro
28 giugno 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook