Omicidio Yara: trovato l’assassino a Mapello. Soddisfazione di Alfano

Omicidio Yara: trovato l’assassino a Mapello. Soddisfazione di Alfano

yara-gambirasio-presunto-assassinoDopo tre anni e mezzo di indagini, in cui è stata battuta ogni pista, mentre il dolore dei genitori non trovava conforto, finalmente una svolta che ha portato al fermo del presunto assassino di Yara Gambirasio, che ora si trova in caserma per essere interrogato, ma lui si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’uomo su cui, dopo gli ultimi riscontri delle analisi sui resti del cadavere di Guerinoni, si erano concentrati i sospetti è Massimo Giuseppe Bossetti, un muratore di 44 anni, sposato e padre di tre figli, originario di Clusone e residente a Mapello in provincia di Bergamo. Tutto fa pensare che sia lui il colpevole, che in quel fatidico 26 novembre del 2010 uccise la piccola Yara, mentre faceva ritorno a casa, dopo l’uscita dalla palestra dove si era allenata.

Che stesse per accadere qualcosa di grosso, gli abitanti del posto lo avevano sospettato fin da domenica pomeriggio, notando un posto di blocco e poi due auto civetta dei carabinieri rimaste tutto il giorno dietro una curva della provinciale che attraversa Piana di Mapello.

Al posto di blocco era stato fermato il Bossetti, al quale con la scusa dell’etilometro avevano prelevato un campione della sua saliva per l’esame del dna e la comparazione con i riscontri delle analisi eseguite. Ma tutti pensavano si trattasse di un’operazione di droga o malavita, perchè oramai sull’omicidio di Yara era scesa la rassegnazione.

Poi ieri nel tardo pomeriggio i Carabinieri hanno fatto irruzione nella casa di Bossetti a Mapello e hanno arrestato l’uomo. I militari hanno portato via anche la moglie del muratore ed i tre figli, per accompagnarli molto probabilmente in un luogo protetto e sottrarli all’inevitabile curiosità della stampa. E’ stata anche sequestrata l’auto e un furgone di proprietà dell’uomo.

Subito dopo l’arresto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, confermava che l’uomo fermato era una persona del luogo e si è complimentato con tutti gli investigatori ed operatori, che ognuno nel proprio ruolo, hanno profuso “massimo impegno, alta professionalita’ e la passione” nella soluzione di questo difficile ed odioso caso giudiziario.

Un lavoro impegnativo quello che ha portato all’identità dell’assassino di Yara Gambirasio, a cui si è pervenuti dai risultati dei campioni prelevati lo scorso marzo dalla salma di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno (Bg) morto nel 1999, che secondo gli inquirenti era il padre naturale del Bosetti.

I campioni genetici precedenti del Guerinoni, prima dell’esumazione della salma, erano stati prelevati dalle tracce di saliva sul retro di una marca da bollo. Poi l’esito definitivo in cui il suo profilo genetico è risultato sovrapponibile con quello rilevato sul cadavere della ragazza.

Si è così ricostruita l’ipotesi che L’“assassino”, fosse nato da un rapporto clandestino con una donna del posto. Per addivenire ai risultati gli inquirenti avevano autorizzato, il prelievo a Gorno di campioni di Dna da 700 donne che, tra gli anni Sessanta e il 1998 hanno frequentato Salice Terme, dove Guerinoni andava in villeggiatura per le cure.

Ora ci si aspetta che questa sia la fase decisiva che porti ad un rinvio a giudizio per il colpevole di questo efferato delitto, alla cui ricerca si era andati perfino in Romania, ci si era arrovellati in ipotesi, che hanno generato anche un mitomane, ma lui, il “mostro” era dietro l’angolo.

Sebastiano Di Mauro
17 giugno 2014

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