Indagato poliziotto che calpestò la ragazza. I sindacati di polizia chiedono più rispetto per gli uomini in divisa

Indagato poliziotto che calpestò la ragazza. I sindacati di polizia chiedono più rispetto per gli uomini in divisa

scontri-romaL’artificiere della Polizia di Stato che, durante la manifestazione di Roma, ha calpestato una manifestate che si trovava già a terra è stato indagato dal pm Eugenio Albamonte, dopo aver ricevuto una relazione sull’accaduto da parte della Digos. All’agente viene contestato il reato di lesioni, con l’aggravate dall’abuso di potere. L’agente, prima che venisse identificato d’ufficio, si era presentato in Questura spontaneamente dopo essersi riconosciuto nel video. Al momento però non è arrivata alcuna denuncia da parte della manifestante ed essendo Il reato di lesioni perseguibile d’ufficio solo in caso di ferite giudicate guaribili in oltre venti giorni, tutto potrebbe decadere.

Il capo della polizia Alessandro Pansa, aveva definito questo poliziotto,“un cretino da identificare” ma i sindacati di polizia, pur non facendo sconti al collega che ha sbagliato, non ci stanno al fatto che il loro capo si possa esprimere con così tanto disprezzo pubblicamente, ancor prima di aver accertato i fatti. Oltretutto si ha la sensazione che alla “folla” venga sempre perdonato tutto, ma si punta “gratuitamente” il dito sugli uomini in divisa, solo per il gusto di fare audience.

Il segretario generale regionale Lombardia Ugl Polizia di Stato Emanuele Brignoli, il giorno degli scontri aveva dichiarato: “In Italia i cortei possono esprimere tutti i dissensi che intendono esprimere e quanto accaduto oggi ne è la riprova, se così non fosse si sarebbero avuti centinaia di arresti che sarebbero scattati già all’inizio della manifestazione quando i “facinorosi” hanno indossato le tute azzurre, i caschi e si sono coperti il viso (in Italia è reato ma tanto nelle manifestazioni questa norma non la vuole rispettare nessuno), lanciando oggetti all’indirizzo delle Forze dell’Ordine”. Aggiungendo: “Da parte nostra abbiamo sempre condannato i comportamenti sbagliati dei nostri colleghi e abbiamo sempre pagato per tali errori, visto che a noi gli sconti non li fa nessuno, mentre alla folla si perdona sempre”.

Non meno accomodante è Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, che provocatoriamente afferma:“E’ assolutamente necessario legalizzare la guerriglia urbana organizzata messa in atto, con sorprendente assiduità, ad ogni pubblica manifestazione. E’ necessario perché, se nei fatti, scontri e violenze contro le Forze dell’ordine sono la normalità, la prassi, l’ovvio, sulla carta quelli di cui parliamo sono e restano reati. La cosa ingenera gravissime difficoltà e stordimento negli Operatori della Sicurezza, che pensano di dover arginare comportamenti legalmente identificati come illeciti ed invece vengono additati come criminali, come torturatori e, non ultimo, come stupidi, perché osano tentare di contenere bande di infoiati urlanti che brandiscono armi improprie disconoscendo il loro diritto ad aggredire chi porta la divisa quando gente che un minuto prima lanciava oggetti e impugnava bottiglie rotte contro le Forze dell’Ordine, un minuto dopo viene tramutato dai media in un cavaliere dalla scintillante armatura che combatte il male universale? Abbiamo capito che non importa a molti di discutere seriamente della delirante e strisciante ambizione sovversiva che si manifesta puntualmente durante le manifestazioni pubbliche, ma per carità, smettiamola di prendercela con questi poveri cretini in divisa!”.

Sebastiano Di Mauro
16 aprile 2014

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