E’ morto Gerardo D’Ambrosio, magistrato simbolo di mani pulite e monumento di umanità

E’ morto Gerardo D’Ambrosio, magistrato simbolo di mani pulite e monumento di umanità

gerardo-D-ambrosio-Nel pomeriggio di oggi, dopo che le sue condizioni si erano improvvisamente aggravate, Gerardo D’Ambrosio, ex procuratore capo di Milano dal 1999 al 2002, è morto al Policlinico di Milano, dove era ricoverato da due giorni nel reparto di medicina d’urgenza, per una grave insufficienza cardio-respiratoria.

L’ex magistrato, 83 anni, era nato a Santa Maria a Vico – Caserta – il 29 novembre 1930, e aveva legato il suo nome ad importanti vicende giudiziarie, come il caso Pinelli nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana, ma la sua figura viene ricordata per essere stato alla guida del pool di magistrati che si occupò dell’inchiesta Mani Pulite a Milano, insieme ai p.m. Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo. Successivamente, dopo essere andato in pensione, nel 2006 venne eletto come senatore nelle fila del Pd.

Edmondo Bruti Liberati, Procuratore capo della Procura Repubblica di Milano, dopo aver ricevuto la notizia della morte, a nome dei magistrati milanesi, si è unito al dolore dei familiari, dicendo: “immenso rimpianto per le straordinarie qualità professionali e umane di Gerardo D’Ambrosio”.

Anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha dichiarato: “È con grande tristezza che ho appreso la notizia della morte di Gerardo D’Ambrosio, un amico, un grande uomo e uno dei simboli della Magistratura italiana. Un uomo cui la vita aveva concesso una seconda chance e che aveva saputo sfruttarla a beneficio della collettività”.

Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Gerardo D’Ambrosio nel 1976, epoca in cui era ancora giudice istruttore e si occupava dell’inchiesta sulla strage di Piazza Fontana. Ricordo l’impegno e l’energia che vi dedicava fermandosi fino a tarda sera, senza mai lamentarsi, né accusare stanchezza. Non posso dire di esserne stato amico, all’epoca ero poco più che ventenne, ma la sua cortesia è stata sempre presente nei nostri colloqui. Anche negli anni avvenire, quando scalò tutti gradini della gerarchia, grazie alla spiccata umanità che lo contraddistingueva, mai disdegnava un saluto o una parola di cortesia. Per questo esprimo le mie condoglianze alla famiglia per la grave perdita.

Sebastiano Di Mauro
30 marzo 2014

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