L’addio al grande maestro Claudio Abbado. Milano dichiara il lutto cittadino

L’addio al grande maestro Claudio Abbado. Milano dichiara il lutto cittadino

Claudio-AbbadoSono migliaia e migliaia a rendere omaggio a Bologna al Maestro Claudio Abbado, scomparso due giorni fa nella sua Bologna, ed il flusso di gente è interminabile nella camera allestita presso la Basilica di Santo Stefano, dove sarà possibile rendere omaggio fino alle 24 di oggi. Tra i presenti, il Capo Stato, il ministro della Cultura, Romano Prodi, Renzo Piano, Sergio Cofferati. Roberto Saviano, e il sindaco di Milano Pisapia che annuncia il lutto cittadino per oggi.

Claudio Abbado, malato da tempo, dopo una vita di successi artistici ed impegno, era stato nominato senatore a vita lo scorso 30 agosto. Aveva 80 anni ed era nato a Milano il 26 giugno 1933. È stato direttore de La Scala, della Staatsoper di Vienna e dei Berliner Philharmoniker, acquisendo meriti artistici internazionali nel campo musicale per la sua letteratura musicale sinfonica e operistica, che lo ha visto alla guida di tutte le più grandi orchestre del mondo.

La famiglia Abbado, nonostante affranta dal dolore vivono con dignità questo lutto, e nell’annunciare la scomparsa del loro congiunto, persona riservata e schiva del grande clamore, ha diffuso questo messaggio: “Claudio è con tutti noi. È partito per il viaggio misterioso. Stringiamoci alla sua vita fortunata”.

Claudio-abbado2Il mondo della musica, e non solo piange, il grande Maestro e tutti hanno avute profonde parole di cordoglio. Tra questi il maestro Muti che ha detto: “Sono profondamente addolorato per la perdita di un grande musicista che per molti decenni ha segnato la storia della direzione d’orchestra e dell’interpretazione musicale nelle istituzioni internazionali. Grande testimone della vera, profonda cultura italiana ed europea nel mondo”. Muti sottolineava: “voglio ricordare anche il coraggio di come ha affrontato la lunga e terribile malattia e la serietà e severità che hanno caratterizzato la sua vita di musicista e di Maestro. La sua scomparsa impoverisce fortemente il mondo della musica e dell’arte

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha dichiarato: “La morte di Claudio Abbado è motivo di forte commozione e dolore per me personalmente e di profondo cordoglio per l’Italia e per la cultura”. A lui si aggiunge il capo del governo Enrico Letta, dicendo “È stato e rimarrà un punto di riferimento per tutto il Paese e non solo”. Gli fa eco Angelino Alfano che ha detto: “Ha lasciato un segno indelebile” e tanti tanti altri dal ministro dei beni Culturali Massimo Bray che ha ricordato:“noi tutti abbiamo perso oggi un protagonista eccezionale della cultura italiana, amato e rispettato ovunque nel mondo e che ha donato tutta la sua vita alla musica”. Il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha annunciato di voler dedicare i premi destinati agli studenti al maestro scomparso.

La Scala di Milano, dove Claudio Abbado è stato suo direttore musicale dal 1968 al 1986, dando il meglio di sé per mantenere alto il prestigio e la tradizione del massimo teatro lirico del mondo, con un concerto, che è stato sollecitato dal sindaco Giuliano Pisapia, presidente del teatro, al sovrintendente Stephane Lissner, che ha dato l’immediata disponibilità ad organizzare l’evento “perché il Maestro Abbado possa essere onorato in città e in quella che è stata la sua vera casa, La Scala”.
Anche il Piccolo Teatro di Milano, vuole omaggiare Claudio Abbado e dedicherà una serata al Maestro, in collaborazione con la Rai e con il Teatro alla Scala, una serata speciale aperta a tutta la cittadinanza, che si terrà domenica 2 febbraio alle 20,30 al Teatro Strehler, facendo rivivere sul grande schermo il capolavoro rossiniano diretto da Abbado “Il viaggio a Reims”, andato in scena alla Scala nel 1985, l’anno dopo il debutto al Festival di Pesaro, con la regia di Luca Ronconi e le scene di Gae Aulenti.
Sono tante altre le iniziative che si annunciano in memoria del maestro Claudio Abbado il cui ricordo rimarrà indelebile tra tutti noi e di lui gli Amici della Scala dicono: “E’ il più grande rossiniano, il più grande verdiano, il più grande mahleriano…L’intenso rapporto con la Scala e Milano, la sua città che molto ha amato…Di lui è stata straordinaria l’illuminata e al contempo artistica managerialità, la sua capacità di fondare orchestre, formarle e dirigerle. Un assemblatore. La fondazione dell’orchestra Filarmonica della Scala è uno dei più grandi regali che ha fatto a Milano

Sebastiano Di Mauro
22 gennaio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook