Il sindaco di Lampedusa: “Iniziati i trasferimenti”

Il sindaco di Lampedusa De Rubeis, negli scorsi giorni aveva usato parole dure per attirare l’attenzione dei vertici governativi (rivolgendosi in particolar modo a Napolitano e Berlusconi) sul problema “immigrati”, problema (di sovraffollamento dell’isola ma non solo) che ha portato ieri a perdere il controllo della situazione quando alcuni immigrati dopo aver rubato delle bombole di gas da un ristorante hanno incendiato il Centro di accoglienza e quando poche ore dopo si è assistito ad un vera e propria guerriglia fra lampedusani e tunisini, che ha provocato molti feriti e tanto caos.  

Oggi il sindaco ha però affermato di sentirsi più sereno poiché sono: “Iniziati i trasferimenti”, in sindaco ha poi dichiarato: “Cercherò di raggiungere il capo dello Stato per scusarmi delle parole offensive usate. Ci tengo perche’ Napolitano e’ una persona che stimo profondamente e mi dispiace quello che e’ accaduto”.”, De Rubeis ha poi aggiunto che cercherà di contattare anche Silvio Berlusconi, per scusarsi anche con lui.

In un intervista ad Adnkronos, il sindaco di Lampedusa ha affermato: “Oggi sono piu’ sereno, nella notte sono stati trasferiti da Lampedusa altri trecento immigrati tunisini ed oggi sono previsti altri voli per portare via tutti gli altri clandestini che ieri hanno messo a ferro e fuoco la mia isola”.

De Rubeis ha poi aggiunto in merito ai disordini di ieri: “Ieri sera ho avuto un incontro cordiale con il Questore di Agrigento che e’ venuto a coordinare le operazione mandato da Viminale. Sono stato molto preoccupato ma oggi la situazione e’ nettamente migliorata”.

“Oggi cerchero’ di chiamare personalmente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per chiedergli scusa a voce delle parole offensive che ho usato ieri. Ma era appena avvenuto uno scontro e anch’io ero stato aggredito verbalmente da un gruppo di lampedusani. Ero spaventato. Spero di riuscire a parlarci”.

 

di Enrico Ferdinandi

 

22 settembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook