La chiesa di Milano gira le spalle al Teatro San Babila. Blitz degli ufficiali giudiziari e forza pubblica per l’esecuzione dello sfratto

La chiesa di Milano gira le spalle al Teatro San Babila.  Blitz degli ufficiali giudiziari e forza pubblica per l’esecuzione dello sfratto
ingresso uffici chiuso con luchetto

ingresso Teatro sbarrato
ingresso Teatro sbarrato

Alla fine monsignor Gandini, parroco della parrocchia San Babila ha avuto la meglio sul Teatro “San Babila”, andando avanti imperterrito sulla sua strada e chiudendo non solo gli occhi ma anche il cuore su una vicenda che aveva mobilitato tutti quelli che avevano a cuore la sorte di questo storico teatro, facendo nascere un comitato spontaneo pro-Teatro a cui hanno aderito migliaia di persone.
Tutti gli appelli al buon senso del direttore Gennaro D’Avanzo,  che non solo ha fatto tutte le mosse legali per difendere il suo teatro  e le persone che vi lavorano,  ma ha tentato tutte le strade possibili del dialogo, sono caduti nel vuoto, semplicemente perchè nessuno ha voluto raccogliere le sue proposte e sedersi ad ascoltarlo per trovare delle soluzioni.
Questa mattina il blitz degli Ufficiali giudiziari, che si sono presentati con l’ausilio della forza pubblica per eseguire forzosamente lo sfratto, divenuto ormai esecutivo.
Il direttore amareggiato e risentito di questa decisione, che non si aspettava perchè la determina della Corte di Apello era fissata per il 24 settembre. Un colpo basso del parroco, che non si è fatto scrupoli di anticipare i tempi della “giustizia”, per applicare quella della sua coscienza, che evidentemente alquanto lassa.
Ora il direttore ha chiesto che venga inventariato tutto l’arredamento del Teatro, perchè è sua ferma intenzione non lasciare nulla, ma consegnare un teatro spoglio come lo aveva ricevuto.

ingresso uffici chiuso con luchetto
ingresso uffici chiuso con luchetto

A caldo le dichiarazioni del direttore D’Avanzo sono state: “A Milano non c’è religione e la chiesa non ascolta la voce del Papa che invita all’umiltà”. Aggiungendo: “Monsignor Gandini non ha voluto ascoltare ragioni, facendosi forte del silenzio della chiesa locale”.
In merito alla stagione Teatrale annunciata regolarmente con una conferenza stampa,  Gennaro D’Avanzo dice: “Farò tutto il possibile perchè gran parte degli spettacoli vadano in scena in altri teatri milanesi e per quanto riguarda gli abbonati, possono stare tranquilli, perchè come promesso non perderanno nulla e saranno rimborsati o dirottati nelle altre sale che daranno una mano al mio teatro”.
Su quali saranno questi teatri ancora non è possibile dirlo, ma il direttore D’Avanzo assicura che saranno i più prestigiosi possibili e poi, con una espressione tipica del sud dice “Gennaro d’Avanzo è un galantuomo non è un quaquaraquà”, confermando che tutte le sue promesse troveranno una risposta”.  Infine concludeva: “Sono sicuro che la cultura non morirà mai ed auguro maggiore fortuna a chi subentrerà, ma certamente non troverà un azienda ma solo dei locali vuoti, perchè è chiaro che porterò via tutto quello che è mio ed il teatro rimarrà spoglio”.
Gennaro D’Avanzo non perde la speranza e così accetta anche questa sfida nella positività con cui aveva titolato la sua Stagione Teatrale, che aveva voluto chiamare “La Vita E’….”, estrapolandola da una poesia di Madre Teresa di Calcutta che recita: “La Vita è una sfida: affrontala, la Vita è una promessa: adempila; la Vita è un’avventura: rischiala….”.
Edmondo Capecelatro, presidente del Comitato spontaneo pro-teatro San Babila, scrittore, ed ex vicequestore della Polizia di Stato, afferma: “Nella mia esperienza di funzionario di polizia trovo veramente strano che gli ufficiali giudiziari eseguano il provvedimento di sfratto al primo accesso, perchè solitamente formale, e ancor più strano è che ottengano, in così pochi giorni, l’ausilio della forza pubblica. Evidentemente anche il questore di Milano è stato pressato per dare questa disponibiltà”. Aggiungendo: “cercheremo di capire meglio anche questo e faremo tutto il possibile per dare solidarietà a Gennaro D’Avanzo a cui tutti, chiesa ed istituzioni hanno chiuso la porta”.
A chi vuole ascoltare, bisogna fare memoria delle parole di Papa Francesco, il quale ha affermato, quanti poi viene ribadito nella sua prima enciclica :“la ricchezza della Chiesa è di aiutare i poveri, i popoli e fare carità cristiana e di essere per la Chiesa pastore nel proprio gregge.”
Sono certo sia così anche se c’è chi può ritenere siano solo elucubrazioni, ma intanto Gennaro D’Avanzo ha tutta l’intenzione di resistere e porterà avanti la sua battaglia legale, senza arrendersi,  cercando ancora risposte in tutti i luoghi possibili, compresi quelli “sacri”, sperando finanche nel nuovo Papa Francesco. Un Papa che sembra parlare un linguaggio nuovo, dimenticato da tempo da una Chiesa troppo terrena, perchè presa dall’affanno più delle cose degli uomini che delle cose di Dio, alla quale ha ricordato come “San Pietro non aveva una banca”, come a richiamare  il consiglio evangelico “Non accumulate tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece tesori nel cielo…
Ora  a noi, però non ci rimane che attendere gli sviluppi e nel frattempo dare solidarietà al Teatro ed ai suoi lavoratori facendo girare la notizia e mobilitandoci.
Chissà mai che il sogno non si avveri e riavremo il piacere  e la magia di una stagione artistica, che sembra persa per sempre.

Sebastiano Di Mauro
9 luglio 2013


Foto e video di Violetta Serreli – e20webtv

 

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