Storico viaggio di Papa Francesco a Lampedusa: “Sono qui per scuotere le coscienze”. Denunciata l’indifferenza e l’anestesia del cuore

Storico viaggio di Papa Francesco a Lampedusa: “Sono qui per scuotere le coscienze”. Denunciata l’indifferenza e l’anestesia del cuore

papa francescoOggi Papa Francesco ha compiuto la sua prima visita ufficiale fuori Roma, è non poteva essere che all’insegna dell’attenzione verso gli ultimi, come nello stile del suo pontificato, recandosi sull’isola siciliana di Lampedusa, ad incontrare i migranti, che a migliaia giungono dall’Africa del Nord  diretti in Europa.
Ad attenderlo 10 mila persone che hanno manifestato entusiasmo verso questo Papa “diverso”, con striscioni nei quali si leggeva “Sei uno di noi“.
La visita di Francesco  iniziava con un omaggio alle vittime del mare con un commovente e significativo gesto, in cui il Papa, accompagnato dai pescatori, si  è portato al largo per  il lancio di una corona di fiori nelle acque del mare, come omaggio per i tanti che hanno trovato la morte nell’attraversarlo.
Subito il suo incontro a Punta Favaloro con  i migranti e la comunità di Lampedusa e Linosa, poi la messa nel campo sportivo con preghiere tratte dal messale “per la remissione dei peccati”, celebrata indossando paramenti viola, quasi a significare non solo la sobrietà e la penitenza, ma una celebrazione funebre per le vittime dell’immigrazione.  Insieme al Papa hanno concelebrato il rito solo  l’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro ed il parroco di Lampedusa don Stefano Nastasi, perchè Bergoglio ha non voluto cardinali a seguito.
Il Papa nel suo discorso il Papa ha denunciato con determinazione l’indifferenza che coinvolge tutti, precisando  “mi includo anch’io”, verso il dramma dei migranti.  I morti in questo mare precisava Francesco sono un “spina nel cuore”, una tragedia che non deve più ripetersi e  “Sono qui per scuotere le coscienze“.
Siamo diventati “insensibili alle grida degli altri“, ribadiva il pontefice  e viviamo come “in bolle di sapone”, e questo  “che porta all’indifferenza verso gli altri. Di più: oggi c’è una “globalizzazione dell’indifferenza“.
Non ha usato mezzi termini Papa Francesco per dipingere l’atteggiamento dell’indifferenza che domina la società di oggi, perchè “ci si è abituati alla sofferenza dell’altro, pensando che sia una cosa che non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!”
Il Papà nelle sue parole ha anche detto: “Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! Tutti noi rispondiamo così: ‘non sono io, io non c’entro, saranno altri, non certo io’“. Papa Francesco ha poi puntato il dito verso i trafficanti che sfruttano la povertà e  ha chiesto perdono dicendo: “Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi e in coloro che con l’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo“.
Ancora una volta nelle parole del Papa una chiara condanna verso il benessere, inteso come indifferenza, in cui ci si chiude, e si rimane insensibile per “anestesia del cuore“. Ma nelle parole del pontefice c’è stato spazio per ringraziare i lampedusani ai quali ha detto: “Voglio ringraziarvi per l’esempio di amore e di carità, per l’esempio di accoglienza che ci avete dato, che ci state dando e ancora ci date. ‘Grazie’, per la vostra testimonianza e per la vostra tenerezza“. Aggiungendo: “il vostro esempio di accoglienza sia un faro per tutto il mondo perché abbiano coraggio di accogliere quelli che cercano una vita migliore
Durante la messa, celebrata su un altare, ricavato da una piccola imbarcazione, proprio a ridosso di quello che viene definito il cimitero dei barconi, un gruppo di migranti era in prima fila e con una cinquantina di loro, il Papa si era intrattenuto al suo arrivo sull’isola, salutandoli, parlando con loro, ascoltando le loro voci, nelle quali viene fuori tutto il dramma di chi affronta il pericolo di un viaggio e l’ignoto per una una vita migliore per se ed i loro cari.
visita papaPoi il Papa si è concesso al bagno di folla, mescolandosi tra la gente, salendo su una papamobile di fortuna, una campagnola bianca messa a disposizione da un isolano, dalla quale mandava baci alla folla. Tutto all’insegna della sobrietà.
Inevitabilmente il viaggio di questo Papa, oltre che di valore etico e religioso è intriso di politica e   viene considerato da molti una visita storica. Da ora in avanti non si può non tenere conto in Europa delle sue parole, dell’attenzione che il Papà invita a prestare verso le “periferie del mondo“, dove non sempre c’è un nemico, ma solo uomini nel bisogno con la mano tesa, che aspettano  qualcuno la raccolga. Impressionante è stato vedere questi uomini, per gran parte islamici,  rivolgersi al Papa appellandolo come “santo padre”, riconoscendo dunque in lui un’autorità religiosa diversa dalla loro, che conferma quanto il bisogno e la solidarietà sono capaci di abbattere ogni barriera.
Bisognerebbe approfittare di questo momento, di questo inizio verso una nuova visione data da un Papa con una grande sensibilità verso gli ultimi per tessere delle nuove politiche dove ci sia rispetto per tutti.
Qualcuno nelle parole di Bergoglio trova un’analogia  con l’anatema lanciato un ventennio fa, il 9 maggio 1993, da Papa Wojtyla contro i mafiosi nella vicina Valle dei Templi.
Casualità o segno della benevolenza di Dio verso gli ultimi,  proprio stamattina un barcone con a bordo 166 persone è stato soccorso a circa 150 miglia a sud di Lampedusa.

Sebastiano Di Mauro
8 luglio 2013

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