E’ morto Roland Petit, icona e maestro della danza nel ‘900

di Dario Laverna

È morto all’età di 87 anni a Ginevra Roland Petit, coreografo ed icona della danza francese. Petit era da tempo malato di tumore, e viveva a Ginevra da ormai 10 anni, accanto a lui nelle ultime ore la figlia, Valentine, cantante e compositrice, il braccio destro di Petit, il ballerino Luigi Bonino e Zizi Jeanmaire, sua moglie ed ispiratrice da oltre 60 anni.

 

L’ultima apparizione in società del coreografo è stata all’inaugurazione del teatro dell’Opera di Roma, l’autunno scorso con una serata dedicata proprio a lui nella quale erano stati riproposti alcuni dei suoi titoli storici tra cui la Carmen, dove a danzare era Eleonora Abbagnato, danzatrice scoperta da Petit a Palermo quando aveva solo 13 anni ed ora premiere danceuse dell’Opera di Parigi.

Roland Petit era nato il 14 gennaio 1924 a Villemomble, vicino Parigi. Suo padre faceva il barista al mercato di Les Halles, e sua madre, di origini italiane, era proprietaria dell’azienda che produceva la scarpe Repetto. A 9 anni entrò all’Ecole de Danse de l’Opéra de Paris, dove studiò e danzò fino ai 20 anni, quando decise di prendere la sua strada autonoma e presentò la sua prima coreografia al Théâtre Sarah Bernhardt di Parigi. Nel 1945, grazie al sostegno economico di suo padre, fondò una sua compagnia, «Les Ballets des Champs-Elysées»: nelle sue coreografie lavorarono insieme pittori come Christian Bérard, Picasso, Brassaï, Georges Wackhevitch, scrittori come Boris Kochno, Jean Cocteau, Jacques Prevert e compositori come Henri Sauguet e Joseph Kosma. Nel 1948 Petit creò la nuova compagnia «Les Ballets de Paris-Roland Petit» al teatro Marigny, con Zizi Jeanmaire, sua futura moglie, come ballerina étoile. Lavorò nei più importanti teatri del mondo e collaborò con imponenti figure del panorama culturale come Serge Gainsbourg, Yves Saint-Laurent, Cesar e i pittori Jean Carzou e Max Ernst. «Le jeune homme et la mort», su libretto di Jean Cocteau, si può considerare il suo capolavoro assoluto, con coreografia e costumi di straordinaria modernità. Nel 1972, con il balletto Pink Floyd, fondò il Ballet National de Marseille, che diresse per ventisei anni.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook