Lampedusa: continuano gli sbarchi

di Francesco Coppola

Nei giorni scorsi a Lampedusa era salita la protesta dei residenti contro la massiccia presenza di immigrati. La situazione aveva portato molte donne a bloccare il porto con cassonetti dell’immondizia e la calma era tornata solo dopo diverso tempo. Gli sbarchi però sono proseguiti anche oggi sull’isola. Nel giro di poche ore, infatti, dal mare sono giunti tre barconi stipati rispettivamente di 174, 249 e 188 persone. Tutti arrivano dalla Libia e tra loro ci sono moltissime donne e bambini.

Una di queste imbarcazioni, nello specifico quella con 249 persone a bordo, ha vissuto attimi di difficoltà; nel momento di entrare nel porto, infatti, è andata a sbattere contro un
peschereccio che era lì ormeggiato. Fortunatamente, anche grazie all’intervento di una motovedetta della Guardia Costiera, la situazione si è risolta solo in un grande spavento.
La condizione attuale sull’isola è però sempre più grave. Con gli ultimi sbarchi i profughi attualmente presenti a Lampedusa superano le 1000 unità. Di questi oltre 400 sono minori non accompagnati, costretti a stare in condizioni igieniche precarie e senza spazi ricreativi. Raffaella Milano, Direttore dei Programmi Italia Europa di Save the Children, denuncia: “Non è possibile prolungare oltre la permanenza dei minori a Lampedusa, in queste condizioni del tutto inadeguate. Sollecitiamo l’impegno di tutte le istituzioni -Comuni, Regioni, Governo centrale- per dare completa attuazione alla rete di accoglienza nazionale dei minori, così come prevista dal Piano per
l’emergenza immigrazione. A questo proposito chiediamo l’immediata attivazione sul territorio nazionale di strutture di accoglienza temporanea per i minori che consentano, in caso di flussi intensi di arrivo, di garantire subito condizioni dignitose di ospitalità, in ambienti e con operatori loro dedicati, anche in attesa della collocazione definitiva in comunità alloggio per minori”.

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