Il Conclave: storia, funzioni, intrighi e giochi di potere per l’elezione del Pontefice
Il Conclave è uno dei momenti più solenni e carichi di significato della vita della Chiesa cattolica. Quando la sede apostolica è vacante, spetta ai cardinali riunirsi per eleggere il nuovo Pontefice, in una procedura regolata da norme antiche e da riforme moderne, pensate per tutelare la libertà, la riservatezza e la spiritualità della scelta. Il termine “Conclave” deriva dal latino cum clave, cioè “con la chiave”, a indicare la chiusura fisica dei cardinali in un luogo protetto per impedire interferenze esterne durante l’elezione. Le prime forme di elezione papale erano molto diverse: nei primi secoli del cristianesimo, il Papa veniva scelto dal clero e dal popolo di Roma. Solo dal IV secolo in avanti, e ancor più dopo il XI secolo, il diritto di elezione fu riservato ai cardinali.
La svolta decisiva arrivò nel 1274 con il Concilio di Lione II, sotto Papa Gregorio X. Dopo l’estenuante e caotica elezione di Papa Gregorio X (1268-1271), durata quasi tre anni e provocata dalle divisioni tra le fazioni cardinalizie, il Papa stabilì regole rigide: i cardinali dovevano riunirsi in clausura, senza contatti con l’esterno, per accelerare l’elezione.
La funzione solenne del Conclave e chi partecipa all’elezione
Come detto la funzione principale del Conclave è l’elezione del nuovo Papa, i cardinali elettori, attualmente 133, dopo le rinunce del cardinale Becciu per i noti fatti di cronaca e del cardinale Canizares Llovera per motivi di salute, saranno chiamati a discernere in coscienza chi tra loro, o eccezionalmente anche tra altri battezzati idonei, benché dal 1378 in pratica solo cardinali siano stati scelti, sia il candidato più adatto a guidare la Chiesa universale.
Il processo di votazione è regolato da precise fasi, si svolgono di media due scrutini segreti ogni giorno, alle 12 e alle 19, e il nuovo Pontefice per essere eletto dovrà ottenere i due terzi dei voti validi dei porporati elettori, attualmente 89 voti. Se nessuno raggiunge tale soglia dopo numerose votazioni, dal 35 scrutinio si procederà con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto le maggiori preferenze nello scrutinio precedente il trentacinquesimo.
Possono partecipare al Conclave tutti i cardinali che, alla data della morte o della rinuncia del Papa, abbiano meno di 80 anni. Questo limite d’età fu introdotto da Paolo VI nel 1970. Il numero massimo dei cardinali elettori è oggi fissato a 120, anche se in certe occasioni si è leggermente superato. Al di fuori dei cardinali, solo pochissime altre persone hanno accesso all’area del Conclave: alcuni religiosi e laici addetti ai servizi liturgici e logistici, come i medici, i confessori e il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche, tutti vincolati al massimo segreto.
Le riforme moderne del Conclave
Nel corso dei secoli, il Conclave ha subito varie riforme per adattarsi ai tempi:
- Gregorio X nel1274 istituì la clausura obbligatoria e misure di austerità.
- Paolo VI stabilì il limite di 80 anni per il diritto di voto e riformò il cerimoniale.
- Giovanni Paolo II nel 1996, con l’Universi Dominici Gregis aggiornò molte norme, stabilendo dettagliatamente il rito del Conclave e le modalità di voto.
- Benedetto XVI nel 2007 e nel 2013 introdusse modifiche per anticipare l’inizio del Conclave in caso di sede vacante e aumentò le pene contro la violazione del segreto.
- Francesco nel 2022, con la Praedicate Evangelium pur non modificando direttamente le regole del Conclave, ha cambiato l’organizzazione della Curia romana, influenzando anche il profilo dei futuri cardinali elettori.
Una delle principali innovazioni moderne è l’uso della Cappella Sistina come luogo unico per il voto, scelta anche per il suo forte valore simbolico, essendo decorata con gli affreschi del Giudizio Universale di Michelangelo.
Un altro elemento altamente evocativo del Conclave è la fumata, bianca per annunciare l’elezione di un nuovo Papa, nera per indicare votazioni senza esito. Questo rito, introdotto nel 1878, è diventato uno dei momenti più seguiti dai fedeli e dai media di tutto il mondo.
Questo Conclave, che sarà chiamato ad eleggere il 267° Vicario di Pietro, sarà molto più di un’elezione in quanto rappresenterà una scelta specifica riguardo la linea politica della Chiesa cattolica se proseguire lungo un cammino di rinnovamento, nel solco di Francesco, oppure se tornare a una chiesa meno “politica” e più spirituale. Il Conclave, pertanto, non è più un momento di sola profonda preghiera, discernimento e riflessione sulla guida spirituale di oltre un miliardo di cattolici, ma con Francesco ha assunto una funzione maggiormente politica. Sebbene le modalità si siano evolute nei secoli, l’essenza del Conclave, ovvero garantire che l’elezione sia libera da pressioni esterne e ispirata dallo Spirito Santo, resta invariata. In un’epoca di grandi trasformazioni globali, anche il futuro dei Conclavi potrebbe continuare ad adattarsi, sempre nel solco della tradizione millenaria della Chiesa.




