Spunta un nuovo nome fra i papabili. Ecco chi è Ferdinando Filoni.
Ad una settimana esatta dall’inizio del conclave le ipotesi su chi sarà il nuovo papa non accennano ad arrestarsi. Mentre ci si chiede se il futuro Pontefice sarà scelto tra i nomi già noti, iniziano ad emergerne di nuovi. Tra questi, quello del cardinale Ferdinando Filoni, abile diplomatico e figura di spicco nella curia romana.
“Chi entra Papa, esce Cardinale”
Fin dall’annuncio della morte di Papa Francesco, l’attenzione si è subito concentrata sul suo successore. A circolare, per ora, sono i nomi dei cardinali più conosciuti, quelli in grado di raccogliere più voti. Tuttavia nulla è scontato in Conclave e, storicamente, il rischio è che i candidati più votati si blocchino dopo i primi scrutini. È proprio in questa fase che possono subentrare nomi che all’inizio non erano considerati favoriti.
Ferdinando Filoni
Accanto ai nomi già noti, in queste ultime ore, un nuovo nome si sta facendo spazio tra gli altri. E’ quello di Fernando Filoni, 79 anni, collaboratore stretto degli ultimi tre Pontefici e attuale Gran Maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro. Il suo nome sembra ora quello più adatto per conciliare le nuove istanze della curia.
Fernando Filoni, originario del Salento, è divenuto sacerdote nel 1970. Dopo aver conseguito la laurea in diritto canonico e in filosofia a Roma, al momento di fare ritorno nella sua diocesi, ha ricevuto una proposta dal cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti: entrare nella Pontificia Accademia Ecclesiastica. E’ iniziato così il suo servizio nel corpo diplomatico della Santa Sede. Ha lavorato in Sri Lanka, Iran, Brasile, Filippine, Hong Kong e Giordania. In seguito è stato chiamato a guidare la congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (ex Propaganda Fide), il dicastero da cui dipendono i territori di missione cattolici, per poi esser stato nominato cardinale da Papa Benedetto XVI nel 2012.
Il coraggio della fede sotto le bombe
Nel 2003 quando la seconda guerra del golfo scoppiò e le prime bombe iniziarono a cadere in Iraq, lui era nunzio apostolico a Baghdad. Mentre tutti i diplomatici abbandonavano il paese, lui fu l’unico ambasciatore occidentale a rimanere al proprio posto e per anni, fu l’unica missione diplomatica a rimanere aperta sotto le bombe. Rischiò spesso la vita, ma rispose sempre: “Abbiamo scelto di stare al fianco degli iracheni, quindi restiamo fino alla fine”. Questa scelta, coraggiosa e radicale, ha segnato indelebilmente la figura di Filoni agli occhi della Chiesa e non solo.
Oggi, a distanza di anni, quell’esperienza continua a parlarci di una fede che non arretra e forse è per questo che il suo nome torna con forza tra le mura vaticane. In un momento in cui la Chiesa cerca una guida capace di coniugare fermezza e dialogo, dottrina e ascolto, il profilo di Filoni sembra essere quello più adatto.
“La Chiesa deve continuare a dire una parola di verità, mai di parte. E a lavorare per ripristinare il bene comune e la pace.”




