L’ ULTIMO VIAGGIO | Nonno e nipote in un’ Europa in lacrime

L’ ULTIMO VIAGGIO | Nonno e nipote in un’ Europa in lacrime

La recensione

Eduard (Jürgen Prochnow) ha la barba bianca, il passo incerto e la schiena un po’ ricurva. Ha sulle spalle il peso di una vita fatta di ricordi, di emozioni, di guerre e difficoltà. Arrivato a 92 anni però, non gli manca ancora la voglia per affrontare L’ultimo viaggio.

Dopo la morte della moglie, Eduard decide di affrontare ad ogni costo un’avventura che lo riporterà a ricongiungersi con il suo passato, riallacciando vecchio e nuovo, ciò che è presente e ciò che è storia, in un’Europa che, nonostante i buoni propositi europeisti del Dopoguerra, continua a sembrare un fazzoletto di terra in cui miriadi di popoli faticano a coabitare.

L’ultimo viaggio diventa sin dalle prime inquadrature un road movie che si sviluppa su due log line incidenti, due vettori che da una parte vedono un uomo deciso a disseppellire una situazione ormai apparentemente perduta, dall’altra invece c’è il rapporto che Eduard avrà con sua nipote Adele (Petra Schmidt-Schaller), decisa a seguirlo fino in Ucraina.

La macchina da presa si fa arbitro di una partita tra due sfidanti appartenenti a mondi lontanissimi. Eduard è un antieroe che ha impressi sulla sua pelle i marchi del nazismo, Adele è una ragazza emancipata, cresciuta nella Berlino che risorge dalle ceneri del Muro.

Il viaggio inteso dal regista Nick Baker Monteyes diventa quindi un’occasione per far intersecare i due personaggi, per squarciare un Velo di Maya tra nonno e nipote, per far sì che lo schermo – grazie alla splendida fotografia di Eeva Fleig – diventi un taglio su tela come quelli di Lucio Fontana.

Si respira quindi, per tutto il film, un alone di pericolo. Sarà perché la guerra rappresentata è una guerra vera, ripresa direttamente in una Ucraina la cui capitale vive da anni ormai un conflitto irrisolto. Sarà perché in effetti, a far la conta di tutto ciò che ci accade intorno, la pace inizia a sembrare un miraggio e l’instabilità politica è alle porte del Vecchio Continente.

Un passato pericoloso bussa, il nazi-fascismo ritorna ed è un dato di fatto.

Proprio per questo L’ultimo viaggio è un film prezioso, che sprona lo spettatore ad effettuare interiormente lo stesso percorso identitario di Adele ed Eduard. Motivo per cui ha ricevuto l’assegnazione del premio «Film di particolare pregio nazionale».

Voto: 7/10

Scheda tecnica de L’ultimo viaggio

TITOLO: L’ultimo viaggio
TITOLO ORIGINALE: Leanders letzte Reise
USCITA: 29 marzo 2018
REGIA: Nick Baker Monteys
SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Nick Baker Monteys
DURATA: 107′
GENERE: drammatico
PAESE: Germania, 2018
CASA DI PRODUZIONE: Siegfried Kamml, Christian Alvard
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Satine Film
FOTOGRAFIA: Eeva Fleig
MUSICHE: Christoph Berg
MONTAGGIO: Dagmar Lichius
CAST: Jürgen Prochnow, Petra Schmidt-Schaller, Suzanne Von Borsody, Tambet Tuisk, Artj-Gilz.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook