Charley Thompson | Lean on Pete

Charley Thompson | Lean on Pete

“Charley Thompson” è l’ultima pellicola di Andrew Haigh. Tratta dal romanzo di Willy Vlautin “La Ballata di Charley Thompson” racconta la storia di un adolescente sfortunato sullo sfondo di una Portland malinconica. Haigh, il regista di “Weekend” e “45 anni”, prosegue la linea drammatica del suo ultimo film, per cui Charlotte Rampling ha sfiorato l’Oscar, e attraverso momenti intensi, dialoghi forti adatta in 121 minuti la storia di Charley, “ragazzo che cerca di trovare un approdo stabile e un senso di appartenza”, come dice lo stesso cineasta. Questo è il desiderio motore dell’azione di Charley, che gli farà vivere uno struggente road movie, prefigurato dalla prima scena, il giovane che corre in prima mattinata come suo solito, quasi a simboleggiare lo spirito del protagonista tenace, mai vinto e pronto a correre per raggiungere qualcosa di estremamente necessario, vitale.


Trasferitosi da Spokane a Portland con suo padre, assente e ambizioso playboy, Charley non ha mai conosciuto sua madre. La vicenda dell’abbandono non gli è chiarita, in più ha perso i rapporti con la zia a cui era molto affezionato dopo un misterioso litigio con il padre. Completamente solo, il padre è una presenza di contorno che compare raramente e i gesti più significativi che gli offre sono pochi soldi e un atteggiamento amichevole. Charley è un ragazzo molto sensibile e nella sua solitudine ha costruito una resistente corazza alle impervie sorti della vita. Così inizia a lavorare per un vecchio possessore di un maneggio per cavalli da corsa, il suo nome è Del, sarà lui ad insegnargli il mestiere e non solo. Del per Charley diventa un punto di riferimento, nonostante i toni burberi e il suo nichilismo. In seguito ad uno spiacevole episodio, che segnerà indelebilmente la sua esistenza, Charley si avvicina ancora di più Del, il maneggio è ora concretamente la casa fisica e il luogo dei suoi affetti. Del, come detto, è di buon cuore, ma è comunque un avido organizzatore di corse per cavalli, non c’è passione, amore per quegli animali, sentimenti che invece si sviluppano in Charley. In particolare il ragazzo si lega ad uno straordinario cavallo da corsa che montato da un’abile fantina, Bonnie, amica di Del raggiunge svariati successi. Del, però, facendolo gareggiare continuamente conduce la bestia allo sfinimento e Bonnie non può più cavalcarlo. Così dopo un ultimo posto Del decide di vendere il mitico Lean on Pete. Per Charley il cavallo è tutto ciò che lo lega sentimentalmente a questo mondo e, così, fugge con lui. Da lì inizierà una traversata devastante nell’Oregon da un sapore beat ma sostanzialmente diverso: Charley ha un posto da raggiungere.

Una pellicola toccante che affronta la storia dipinta nel romanzo di Vlautin. Haigh ha tenuto moltissimo alla realizzazione di questo film, facendo particolarmente attenzione al fatto che il film, in ogni sua scena, fosse dominato dall’umore di Charley, di un verde grigiastro: una tristezza permeata da speranza. Ma più che sperare per Charley si tratta di rifiutare prepotentemente il destino impostogli e costruire le basi della sua vita. Questo atteggiamento insieme umile e audace del protagonista è interpretato molto bene da Charlie Plummer che ha ottenuto il premio Marcello Mastroianni come miglior attore emergente alla Mostra di Venezia. Tutta la pellicola ruota attorno al ragazzo attraverso numero scene e inquadrature. Haigh ha detto di voler tratteggiare una sorta di “realismo morbido” e, in un certo senso, riesce in questo intento. I suoi personaggi, tolto Charley, sono sottoposti tutti ad un processo di tipizzazione che non sfocia mai in una raffigurazione denigratoria; l’emblema ne è Del, interpretato dal grandissimo Steve Buscemi, icona del film indipendente. Buscemi, che ha lavorato con Tarantino e i Cohen, si cala perfettamente nei panni del disgraziato organizzatore di corse per cavalli rimanendo, però, una figura positiva, confermando lo stile adottato da Vlautin e proseguito dal regista. Haigh dirà infatti “Willy non denigra nessuno dei personaggi del romanzo, anche quando non si comportano nel migliore dei modi. E’ perfettamente consapevole che queste persone stanno lottando per la sopravvivenza e questo ha un impatto profondo sul loro modo di agire. Il “morbido realismo” di cui ha parlato Haigh non è facile da rappresentare, così che il regista ha scelto di trascorrere 3 mesi nei luoghi descritti nel libro, per affinare le scenografie, gli ambienti.
Si tratta di un film denso e travolgente, non è una pellicola facile da comprendere, nel senso di fare propri i sentimenti trasmessi dal film; perché per il resto la trama non è nient’altro che un percorso. Ne viene fuori una pellicola attraente e sofisticata.

VOTO 7.5
TITOLO Charley Thompson – Lean on Pete
GENERE Drammatico
PAESE Regno Unito
USCITA 5 Aprile
PRODUZIONE The Bureau
REGIA Andrew Haigh
FOTOGRAFIA Magnus Jonck
SCENOGRAFIA Ryan Warren Smith
CAST Charlie Plummer, Steve Buscemi, Chloe Sevigny.

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