RESET | Storia di una creazione

RESET | Storia di una creazione

La danza, l’arte del movimento misteriosa vibrazione dell’anima: Benjamin Millepied un’artista, “Clear, Loud, Bright, Forward” è la sua opera. E’ questo il primo balletto ideato da Benjamin nel ruolo di Direttore di Danza all’Opéra National de Paris, raccontato in un film-documentario da Thierre Demaizière e Alban Teurlai “Reset, storia di una creazione”, fuori nelle sale italiane in tre giorni il 12, 13, 14 Febbraio. Il documentario appartiene ad “I Wonder Stories”, appuntamento mensile per vedere sul grande schermo docu-film di rivelazioni artistiche prodotti da “I Wonder Pictures”. A spiegarcelo sono Ema Stokhomolma e Andrea Delogu, voci rosa di RaiRadio2, protagoniste di una cornice cinematografica della proiezione. Introducono con simpatia la figura di Milipied, rivoluzionario della danza, in particolare dell’insegnamento dell’arte soave e aggiungono una nota di gossip, il protagonista è compagno di Natlie Portman, che ha conosciuto sul set di “Il Cigno Nero” di cui Benjamin ha curato le coreografie.


Il primo protagonista della serie lanciata dalla Wonder è, dunque, Benjamin Millipied, ballerino originario di Bordeaux, cresciuto in Senegal, maturato artisticamente nelle accademie americane. Nel ’95 si unisce al corpo di ballo del New York City Ballet, di cui è primo solista nel 2002. Lui che “da piccolo ballava come si fa quando si insegna”, giovanissimo ha iniziato a disegnare coreografie, a rappresentarle su importanti palcoscenici d’oltreoceano; approda nel 2014 all’Opéra di Paris, dopo aver plasmato in un’intensa e diversificata gavetta la sua metodologia di insegnamento, esporta nell’eccellenza della danza francese una pedagogia del tutto insolita. Contro la rigidità dell’accademia e la gerarchia frustrante in cui viene collocato ogni allievo e con la sostituzione dei pavimenti di legno cambiati con altri più idonei finanziati da sponsor privati, Benjamin ha costruito immediatamente la sua immagine di grande insegnate, comunicatore e innovatore.


Della straordinarietà di questo coreografo Demaizière e Teurlai hanno ritratto un dipinto attraverso le riprese della gestazione, delle prove e della prima teatrale di “Clear, Loud, Bright, Forward”,piéce da 33 minuti con 16 ballerini che ha inaugurato a Settembre 2015 l’anno accademico dell’Opéra. “Accettando di lasciarsi riprendere da noi, Millepied ha messo in gioco la sua legittimità fin dal primo giorno di prove, ed è nel momento dell’azione che quest’uomo di grande energia rivela se stesso attraverso il suo lavoro di coreografo, il suo rapporto con i ballerini e le sue interazioni con la direzione del balletto”, affermano i registi che aggiungono di seguire “il processo creativo e i sentieri della sua immaginazione in ogni passo del suo lavoro”. E’ cosi, le riprese ritraggono Benjamin nella solitudine creativa casalinga, al bar, nei momenti più delicati delle prove con i suoi alunni. Il docu-film descrive dettagliatamente dal punto di vista tecnico le vicende dell’Opéra nella preparazione di una prima d’apertura e dedica anche alcune scene al flusso di immagini colorate dalle parole di Benjamin sulla danza, sulle emozioni che evoca quest’arte sensazionale.


Oltre ad una nuova pedagogia della disciplina, Benjamin si propone di intensificare il rapporto tra musica e movimento. La stessa libertà dagli schemi tradizionali dei suoi metodi ha il compito di spronare i ballerini a lasciarsi guidare più profondamente dal ritmo. Nel documentario,infatti, non manca il racconto del rapporto tra Millepied e gli addetti al suono: il compositore Nico Muhly, amico di Benjamin, e il giovanissimo direttore d’orchestra Maxime Pascal dettano il ritmo di una compagnia che sposa con fiducia la filosofia del suo maestro e si lascia illuminare dalle luci avanguardistiche del collettivo UVA. “Reset” è un ottimo testimone dell’arte di Benjamin Millipied nella sua totalità, c’è spazio, addirittura, per delle scene in cui intervengono medici della danza a guidare la vita alimentare e fisica dei ballerini. Bisogna ammettere, però, che un non amante della danza difficilmente può riuscire ad appassionarsi ad una visione che è molto legata alla preparazione dell’evento e poco si abbandona a digressioni artistiche più ampie.
VOTO 6.5
TITOLO Reset – Storia di una creazione
PRODUZIONE Stéphanie Schorter
DISTRIBUZIONE I Wonder Pictures
REGIA Thierry Demaizière e Alban Teurlai
MONTAGGIO Alice Moine
SUONO Emmanuel Guionet

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