IL FIGLIO SOSPESO | La ricerca, malfatta, di una catarsi

IL FIGLIO SOSPESO | La ricerca, malfatta, di una catarsi

Egidio Termine scrive e dirige Il figlio sospeso, film che ha al suo interno il tema della maternità surrogata senza però fare di questo l’argomento portante dell’opera. Questa si concentra prevalentemente sull’introspezione dei protagonisti, e trae le sue idee dal pensiero di Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista inglese, e dalle sue teorie sulla crescita e sviluppo dei bambini.

Lauro (Paolo Briguglia) perde il padre all’età di soli due anni e da sempre vive con la madre Giacinta (Aglaia Mora). Il ritrovamento di un vecchio ricordo del genitore sconvolge però la sua quotidianità, portandolo a credere che il padre avesse avuto, in Sicilia, una relazione dalla quale è nato un figlio. Lauro parte così per ricercare la verità e venire a patti con il proprio passato.

Il film di Termine è strutturato secondo un triplice punto di vista, che ci porta così alla scoperta dei tre personaggi principali, ognuno con la propria storia e il proprio punto di vista da raccontare. Purtroppo questa struttura intricata e complessa, che il regista ha voluto con l’intenzione di far partecipare attivamente lo spettatore alla costruzione della storia, risulta esserlo non in senso buono. I flashback sono troppi, troppo intrecciati e mal strutturati all’interno della narrazione. Gli eventi che dovrebbero mandare avanti la storia sono costruiti in maniera del tutto priva di originalità, non generando nello spettatore né empatia né suspense. In generale la sceneggiatura contiene i difetti maggiori del film, dimostrando la sua approssimazione e banalità. Ciliegina sulla torta sono i dialoghi: irrealistici, telefonati, meccanici e, per questo, inficianti sulla visione.

L’opera di Termine rivela inoltre scelte registiche eccessivamente didascaliche e di dubbio gusto. Né aiuta una fotografia smorta e una colonna sonora troppo invasiva. Il regista cerca di raccontare per immagini, alcune funzionano, altre no, e in generale il senso e il tema del film arriva perché raccontato in maniera prevedibile. I personaggi, infine, sono stereotipati e mal approfonditi. Questi non aiutano gli attori che, pur con la buona volontà, nulla aggiungono a quanto scritto in sceneggiatura.

Il film vuole trasmettere dei buoni sentimenti e una riflessione sulla ricerca catartica della propria identità. Le idee del film sono anche buone e nobili, ma troppi sono i difetti che non consentono a questi di trovare il loro vero potenziale. In più i temi trattati rimangono in superficie, non trovano mai un vero e proprio approfondimento. In generale il film di Egidio Termine è un’occasione mancata, in cui può essere trovato del buono, ma non senza prima passare per tutti i difetti elencati.

VOTO 4/10

 

Dati tecnici di IL FIGLIO SOSPESO

 

TITOLO: Il figlio sospeso

NAZIONE: Italia

ANNO: 2016

USCITA: 23 novembre

GENERE: Drammatico

DURATA: 89 minuti

REGIA E SCENEGGIATURA: Egidio Termine

FOTOGRAFIA: Giuseppe Schifani

MONTAGGIO: Ugo Flandina

COSTUMI: Samuela Cirrone

SCENOGRAFIA: Laura Inzerillo

MUSICHE: Beppe Termine

PRODUTTORE: Angelo Bassi

CASA DI PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE: Mediterranea Productions

CON: Paolo Briguglia, Gioia Spaziani, Aglaia Mora, Laura Giordano, Egidio Termine, Consuelo Lupo

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