THE PLACE | Istruzioni per l’uso del film di Paolo Genovese

THE PLACE | Istruzioni per l’uso del film di Paolo Genovese

La recensione

Dal 9 novembre uscirà nelle sale il nuovo film di Paolo Genovese, The Place.

In questi casi, dopo un grande successo come quello di Perfetti Sconosciuti, è importante andare al cinema preparati.Dunque iniziamo da un presupposto semplice: The Place non è Perfetti Sconosciuti. Non lo è perché non fa ridere, e non far ridere non perché le battute sono fiacche ma perché, dopo anni di commedie, Genovese stavolta è approdato al dramma.
Non crediate che sia un traditore però. Se costringete un autore a fare solo e soltanto commedie gli farete fare la fine del povero Verdone, imprigionato nella gabbia delle sue stesse macchiette.

Del resto, anche i grandissimi della commedia all’italiana ad un certo punto capirono che non c’era più nulla di cui sganasciarsi. Si pensi al Monicelli di Un borghese piccolo piccolo (1977) o all’Ettore Scola che nello stesso anno girava Una giornata particolare e qualche anno dopo La terrazza (1980).
E proprio come per il regista di Trevico, così come era successo anche per il suo lavoro precedente, Genovese punta di nuovo all’unità di luogo, ambientando la sua storia in un bistrot all’angolo di un affollatissimo incrocio (Via Gallia a Roma, per gli amanti della toponomastica).


A differenza di Perfetti Sconosciuti o di Immaturi (2010) però, stavolta la coralità non è sinonimo di interazione tra i personaggi.
A tenere unite le varie storie vi è infatti una figura misteriosa, un Valerio Mastandrea che forse è uno scrittore, forse un guru, forse semplicemente un diabolico uomo senza sonno, smunto come il Christian Bale diretto da Brad Anderson e monolitico come l’insonne Samurai di Suburra – La serie. A passare da quel tavolo ci sono persone disperate, che portano una croce troppo pesante per le loro spalle, provano a fuggirne dimostrandosi disposti quasi a qualunque qualcosa.
Mastandrea ascolta, consulta una pesante agenda e chiede loro di confrontarsi con un male che spesso è addirittura più insanabile della ferita precedente. La sua identità resta sempre nascosta, è un cicatrene che tiene uniti i vari stralci di pelle che svolazzano qua e là.

Una «nazionale d’attori» siede a quel tavolo in maniera sempre più urgente, con l’irruenza di un tossico che arriva dal suo pusher conscio che la crisi sta per arrivare.
Tra i personaggi più interessanti ci sono un Marco Giallini nei panni del classico poliziotto hard boiled, un Vinicio Marchioni che rischia di perdere suo figlio (un’interpretazione sui livelli del già convincente Il contagio), una Silvia D’Amico svampita e con la voglia di diventar bella, ma soprattutto un Alessandro Borghi nei panni di un cieco che vuole ritornare a vedere.

Il riferimento è esplicito, la serie TV targata Netflix The Booth at the End. Altrettanto chiare sono le aspirazioni internazionali del film, pulito anche a costo di mostrare degli autobus Atac tirati a lucido o l’Ama che passa ogni notte per lavare le strade (cose assurde per chi vive a Roma!).
Ma al di là dell’essere un po’ fighettino, The Place rimane un lavoro di pregevole fattura che ancora una volta ribadisce l’essenzialità del costruire dei personaggi, ma soprattutto che al pubblico – per citare i Taviani- «non bisogna dare ciò che banalmente gli piace, piuttosto invece provare a dargli quello che ancora non sa che potrebbe piacergli».

Voto: 8.5/10

Dati tecnici di The Place

TITOLO: The Place
USCITA: 9 novembre 2017
REGIA: Paolo Genovese
SCENEGGIATURA: Paolo Genovese, Isabella Aguilar
DURATA: 100’ minuti
GENERE: drammatico
PAESE: Italia, 2017
CASA DI PRODUZIONE: Medusa Film, Leone Film Group
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Medusa Film
FOTOGRAFIA: Fabrizio Lucci
MUSICHE: Maurizio Filardo
MONTAGGIO: Consuelo Catucci
CAST: Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Vinicio Marchioni, Silvia D’Amico, Alba Rohrwacher,Vittoria Puccini, Giulia Lazzarini.

 

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