ROMA 2017 | #Day2: il cinema partigiano dei Taviani e quello post moderno di Dolan

ROMA 2017 | #Day2: il cinema partigiano dei Taviani e quello post moderno di Dolan

Una questione privata, dei fratelli Taviani

Il secondo giorno di proiezioni alla Festa del Cinema di Roma è tutto dedicato al nuovo film di Paolo e Vittorio Taviani. A ben cinque anni dall’uscita di Cesare deve morire (2012), i dure registi toscani presentano un lavoro che torna a parlare di Seconda Guerra Mondiale. Sono i giorni in cui era ambientato La notte di San Lorenzo (1982), ma il modo di interpretare il conflitto è assai diverso.

Milton (Luca Marinelli) è un ragazzotto che affianca i partigiani nella lotta ai fascisti, ma il suo credo d’un tratto si sgretola in tanti frammenti d’incertezza. Viene infatti a conoscenza del fatto che, mesi prima, la donna di cui era innamorato (Fulvia, interpretata da Valentina Bellè) probabilmente ha avuto una relazione con il suo migliore amico (Giorgio, Lorenzo Richelmy). Un dubbio che gli viene suggerito sottovoce, ma che basta a rendere instabile la terra sotto i piedi di Milton, subito pronto ad andare a cercare il suo amico per conoscere la verità, nonostante sia imprigionato dai fascisti.

Un film sul dubbio, quello dei Taviani, che per firmare il loro ultimo lavoro si ispirano liberamente al romanzo Una questione privata di Beppe Fenoglio (già autore di altre opere sulla lotta partigiana come Il partigiano Johnny). In questa storia però, la condanna al fascismo è resa in maniera più implicita, preferendo piuttosto una riflessione sul valore della verità, intesa come necessità assoluta, valore primigenio daraggiungere a costo di squarciare ogni Velo di Maya.
Certo, in tempi come questi, gli appassionati sicuramente avrebbero apprezzato la solita carica rivoluzionaria degli autori di San Miniato luglio ’44.

Xavier Dolan: «Mi manca recitare!»

Per la sezione Incontri arriva a Roma l’enfant prodige del cinema globale, Xavier Dolan. A pochi mesi della sua prossima pellicola – The death and life of John F. Donovan – il regista canadese si appresta a portare in sala il suo settimo film. Roba non da poco per un classe ’89!
In una Sala Sinopoli gremita, l’incontro è stato moderato da Antonio Monda e le sorprese non sono di certo mancate.

Alla domanda se preferisce recitare o dirigere, il giovane regista risponde secco di preferire decisamente la recitazione ed anzi rincara la dose spiegando: «Recitare mi manca, nei prossimi anni vorrei recitare per me e per gli altri!».

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