CHI M’HA VISTO | Una scomparsa di successo

CHI M’HA VISTO | Una scomparsa di successo

Ricevere attenzione mediatica significa anche aver raggiunto il successo? Chi m’ha visto di Alessandro Pondi sembra chiedersi proprio questo. In un mondo in cui la televisione, i giornali e internet danno una risonanza quasi esplosiva a personaggi che passano lucenti come meteore e subito spariscono, Giuseppe Fiorello e Pierfrancesco Favino mettono in scena un paradosso che punta a scoprire cosa sia davvero il successo e come sia possibile ottenerlo.

In Chi m’ha visto Fiorello è Martino Piccione, un abile chitarrista che accompagna i cantanti più famosi nelle loro tournée, ma pur essendo un artista molto capace la sua presenza rimane sempre in ombra. Nessuno, né il suo impresario né i suoi compaesani, sembra credere nel talento e nel valore del suo lavoro. Il mondo intorno a lui sembra in realtà più interessato a seguire le vicende di uomini e donne (il riferimento alla trasmissione televisiva non è casuale) del tutto privi di qualunque talento e Martino percepisce la sua mancanza di successo come una forte ingiustizia. Improvvisamente però elabora un’idea con cui pensa di poter volgere in proprio favore l’ingenua ottusità del pubblico schiavo dei media. In suo aiuto chiama il suo più caro amico d’infanzia, Peppino Quaglia (Pierfrancesco Favino), e insieme nel selvatico e affascinante paesaggio dell’entroterra lucano mettono in atto la loro piccola strategia per procurare a Martino il successo che desidera.

Soggetto e sceneggiatura di questo film, piacevole e fuori dal comune fin quasi alla fine, sono dello stesso Fiorello, che, insieme a Paolo Logli e al regista Pondi, ha elaborato una storia divertente, attuale e non priva di un certo spessore. Chi m’ha visto riflette e racconta l’assurdità della spettacolarizzazione dei sentimenti umani e dei casi di cronaca. Una esibizione che porta notorietà solo a quanti hanno imparato a sfruttare questi elementi da entrambe i lati: sia dalla parte di chi voyeuristicamente li osserva, sia da quella di chi, pur di apparire, è disposto a mostrarsi al pubblico anche in condizioni mortificanti.

Chi m’ha visto ha il pregio di raccontare in modo verace e tutto sommato non troppo giudicante un’Italia un po’ sciocca e povera di contenuti in cui la casa di un musicista scomparso può diventare persino oggetto di turismo di massa. Mentre nella storia, a fronte di figure macchiettistiche abbastanza tipiche della commedia italiana,  i personaggi principali di Favino e Fiorello molto ben caratterizzati si stagliano con una propria profondità.

Amici nella realtà e nella finzione, per Chi m’ha visto tanti cantanti all’apice del successo in Italia hanno prestato il proprio volto e il proprio nome per contribuire simpaticamente allo sviluppo della storia. Da Jovanotti, che compare anche in apertura del film, a J-Ax, da Elisa a Max Pezzali e poi Alex Britti, Giuliano Sangiorgi, Gianni Morandi e tanti altri si sono prestati ad una piccola e ironica apparizione che sembra un po’ fare la sintesi di tutto il panorama della musica italiana di questi giorni.

 

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