VENEZIA 2017 | La Pellicola d’Oro e i mestieri del cinema vincitori a La Biennale 2017

VENEZIA 2017 | La Pellicola d’Oro e i mestieri del cinema vincitori a La Biennale 2017

Lido di Venezia – Dietro ai più noti nomi premiati in ogni edizione dei grandi festival del cinema si cela sempre l’impegno, a volte geniale, di tecnici e maestranze; in questa 74esima edizione della Mostra Internazionale dell’Arte Cienematografica di Venezia per la prima volta La Pellicola d’Oro ha premiato anche alcune di queste figure. Ammore e Malavita dei Manetti Bros., Mektoub My Love: Canto Uno di Abdellatif KechicheHannah di Andrea Pallaoro sono i tre film in concorso che per merito di alcuni rappresentanti del cast tecnico sono stati premiati.

Il Comitato d’onore de La Pellicola d’Oro lo scorso venerdì 8 settembre ha premiato presso l’hotel Excelsior tre dei film in concorso a La Biennale Cinema di Venezia. I tre premi cinematografici, due italiani e uno straniero, sono promossi dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “Sas Cinema”, di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis, ed hanno lo scopo di dare visibilità e riconoscimento a quei mestieri il cui ruolo è fondamentale per la realizzazione di un grande film ma che, allo stesso tempo, restano perlopiù sconosciuti al grande pubblico.

Il Migliore Direttore di Produzione di un film italiano in concorso a Venezia 74 è Daniele Spinozzi (L’ispettore Coliandro, Il commissario Rex) per Ammore e Malavita dei Manetti Bros. Musica e parole si armonizzano insieme in questo film coinvolgente, sopra le righe, che rende omaggio alla cultura e al genio partenopei coniugando la tradizione della sceneggiata napoletana con una storia d’azione e d’amore.

Mektoub My Love: Canto Uno Abdellatif Kechiche, discussa ed al tempo stesso acclamata, è l’opera per cui Riccardo Marchegiani (L’attesa) ha ricevuto il premio come Miglior Direttore di Produzione di un film straniero. Un film che racconta di un’epoca, gli anni ’90 osservati attraverso le volubili esperienze estive di un gruppo di giovani in vacanza sulla Costa Azzurra. Alcuni di loro appartengono alla comunità magrebina della costa francese e insieme ai loro coetanei rappresentano l’attuale generazione di adulti figli di un decennio in cui tutto pareva facile e disimpegnato mentre il complicato contesto storico intorno si preparava alla crisi economica e culturale dell’occidente d’inizio secolo. Avvalendosi di un cast composto da giovani e attraenti interpreti Kechiche (Vita di Adele) compone il lungo racconto, dettagliato quasi come un documentario, di una vacanza in cui si intrecciano storie e le vite di ragazzi e ragazze che cercano divertimento e svago sullo sfondo di una società in procinto di subire profondi cambiamenti.

Il terzo premio de La Pellicola d’Oro è andato invece al Miglior Macchinista, Roberto Di Pietro, per Hannah di Andrea Pallaoro. La terza opera di Pollaoro ruota tutta attorno al vissuto interiore di un personaggio, Hannah appunto, interpretato da una stupefacente Charlotte Ramplig, che per questo ruolo ha infatti guadagnato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Venezia 74. Un racconto fatto di immagini e silenzi, lungo e non sempre di facile comprensione, ma penetrante e realistico, in cui i movimenti delle emozioni e delle sensazioni sono i veri protagonisti.

L’ingresso al Palmarès de La Pellicola d’Oro tra i premi collaterali alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia rappresenta un traguardo importante per far conoscere ancora di più al pubblico il ruolo indispensabile e pregevole di coloro che spesso fanno la differenza nel cinema pur restando sempre dietro le quinte.

 

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