NINNA NANNA | Un calibrato gioiellino italiano

NINNA NANNA | Un calibrato gioiellino italiano

Questa estate ci riserva una vera sorpresa artistica: Ninna Nanna, il film di Dario Germani ed Enzo Russo sulla depressione post-partum.

La ninna nanna viene cantata ai bambini per addormentarsi. E’ un canto sinuoso che fa cadere il nascituro in una sonno bellissimo, dove tutti lo coccolano e pensano a lui. Eppure nessuno pensa a chi canta la canzoncina, nessuno si occupa della mamma che dopo 9 mesi di gravidanza in cui ha dovuto prendersi cura del bambino non mangiando alcuni cibi, non bevendo alcool, privandosi di moltissime cose, il tutto contornato da nausee continue, quando nasce viene catapultata in un mondo nuovo. E non sempre magnifico. La mamma diventa l’involucro, l’oggetto che serve solo per portare in grembo e crescere il figlio. Non ha più un’identità e perde la sua indipendenza. Da donna, da femmina, si è trasformata in mamma, sinonimo di morte sociale.

Forse pensano questo le donne che dopo aver partorito il bambino entrano in una fase chiamata baby blues, una sorta di malinconia, che se reiterata può divenire una vera e propria depressione post partum.

E questo è quello che succede ad Anita (Francesca Inaudi), una donna affermata nel lavoro, sposata con un uomo che ama tantissimo e mamma di una bambina che tanto desidera, ma che inspiegabilmente – dopo la nascita di Gioia – entra in una depressione senza uscita.

Il suo background si evince dalle prime scene. Lei è un’enologa, dalla Toscana è arrivata nell’assolata Sicilia dove è riuscita a far diventare importante una cantina. E’ sposata con Salvo e aspetta una bambina. La gravidanza scorre tranquilla con la famiglia acquisita del marito. E’ in empatia soprattutto con lo zio di Salvo, un documentarista-sognatore interpretato da Nino Frassica.

Eppure quando nasce Gioia tutto cambia. Anita vede questa bambina come un piccolo mostro, come qualcuno che le sta facendo del male, che la sta privando della libertà, del proprio essere donna, del sentirsi bella. In più è circondata dalla famiglia di Salvo che senza rendersene conto acuizza questo sentimento.

La sceneggiatura ( Damiano Bruè, Enzo Russo, Dario Germani, Sante Paolacci ) e la regia (Dario Germani ed Enzo Russo ) sono firmate da uomini e questo rende ancora più sorprendente questo film. Il racconto è estremamente sincero, toccante, intimo quasi come se fosse stato scritto da una donna che ha realmente vissuto questo problema. E invece proprio l’animo maschile rende più vera la storia.

La cronaca, in effetti, in questi anni ha fatto aprire gli occhi a ognuno di noi. I registi del film non sono però scaduti nell’ovvio e hanno raccontato la storia di Anita come quella di una donna normale, senza giudicare, rimanendo anche un po’ distaccati e seguendo il personaggio come se stessero spiando la sua vita con occhi innocenti. Come se fossero loro stessi i bambini e guardassero senza giudicare la loro mamma.

Francesca Inaudi ha reso straordinario il ruolo di Anita. Senza cadere in inutili cliché rende il personaggio realistico, non è né un mostro né troppo buona, è solo una donna che sta passando un periodo buio che nemmeno lei riesce a comprendere. Inoltre forse viene acuito il suo disagio dal fatto che è diventata mamma senza avere mai avuto la possibilità di essere una figlia coccolata e amata come vorrebbe che fosse la sua Gioia. Le espressioni, i micro-movimenti dell’attrice fanno di Anita un personaggio vero, quasi unico nel suo genere. E anche gli spettatori rimangono a guardare senza giudicare e, anzi, cercano di capire e sperano che la donna riesca ad uscire dalla depressione nella quale sta vivendo.

Ottime performance anche per il resto del cast: Fabrizio Ferracane, Nino Frassica, Manuela Ventura, Guai Jelo, Salvatore Misticone, Maria Rosaria Omaggio, Luca Lionello, Massimiliano Buzzanca. Ogni personaggio interagisce con Anita rendendola ancora più umana e vera.

Una nota di merito per Fabrizio Ferracane. L’uomo perfetto, quello che tutte le donne vorrebbero avere perché sta davvero al fianco di Anita nel bene e nel male, perché nonostante le cadute non vuole lasciare sua moglie sola, perché lui c’è, anche quando sembra non esserci.

Ruolo minore ma straordinariamente interpretato da Manuela Ventura è quello dell’amica di Anita. E’ proprio lei a dare una svolta alla vita della protagonista, con il racconto della sua infanzia e di come l’amore di una mamma può tutto nella vita di un figlio. E’ lei che le apre gli occhi. Commovente la sua interpretazione sulle macerie di Gibellina Vecchia, distrutta dal terremoto.

Nino Frassica riesce ad essere la parte comica che cosparge di gag il film, senza però togliere il pathos alle scene drammatiche e anzi sottolineando la verità della storia. La vita infatti non separa i momenti comici e quelli drammatici, non sminuisce la commedia e non abbandona il conflitto.

Altra protagonista è la luminosa Sicilia che esula dallo stereotipo periferico che si è sempre mostrato. Posti magnifici che connotano la Trinacria diventano luoghi universali dove chiunque può sentirsi a casa. Il film è stato girato a Gibellina, Castelvetrano Selinunte e Tre Fontane. La fotografia di Dario Germani risalta lo splendore della città e delle bellezze dell’isola, la Valle dei Templi sembra brillare dando calore e un sapore di antichità.

Infine, le musiche di Francesco “Kekko” Silvestre accompagnano la storia fino alla sua conclusione. Non sono pesanti o pressanti nel racconto, ma come un vento fresco che accarezza il viso durante una calda estate danno una sorta di refrigerio impercettibile.

Insomma, tutto straordinariamente calibrato in questo piccolo gioiellino italiano diretto da Enzo Russo Dario Germani. Un film non lontano da quelle produzioni coraggiose che sono degne di premi importanti.

Il consiglio è NON PERDERLO!!!

VOTO: 9

Dati Tecnici di NINNA NANNA

TITOLO ORIGINALE: Ninna Nanna

REGIA: Dario GermaniEnzo Russo

USCITA: 29 giugno 2017

DISTRIBUZIONE: Plumeria Film

PAESE e ANNO: Italia 2017

DURATA: 112 minuti

GENERE: Drammatico

MUSICHE: Francesco “Kekko” Silvestre

CAST: Francesca Inaudi,Fabrizio Ferracane,  Nino Frassica, Manuela Ventura, Guia Jelo, Salvatore Misticone, Maria Rosaria Omaggio, Massimiliano Buzzanca e Luca Lionello

Per approfondimenti ascoltate l’intervista a Enzo Russo Dario Germani per Back to the Movies

 

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