QUALCOSA DI TROPPO | La vera cosa di troppo sono i luoghi comuni

QUALCOSA DI TROPPO | La vera cosa di troppo sono i luoghi comuni

Qualcosa di troppo è un’enorme fiera dei cliché. E questa forse è la cosa che fa più ridere (sicuramente più del film in sé): una storia che si prefiggeva come scopo quello di abbattere le distinzioni di genere, si basa invece sull’assunto che avere il pene renda una persona più efficiente e più autorevole. Cose da pazzi.

Jeanne (Audrey Dana), architetto fresca di divorzio, vede i suoi figli una settimana su due e non vuole più sentire parlare di uomini. Si confida con la sua vicina di casa Marcelle (Alice Belaïdi), anch’essa con problemi sentimentali, e non riesce a mettere la propria vita sui giusti binari. A minare la sua già traballante autostima ci si mette anche l’ex-marito, che le rivela di aspettare un figlio dalla sua nuova compagna. Ma un bel giorno, la vita di Jeanne prende una svolta totalmente inaspettata: si sveglia e scopre di avere tra le gambe un “qualcosa di troppo”. Recatasi di corsa dal suo ginecologo (Christian Clavier) scopre che non le sarà possibile tagliarlo subito di netto, come aveva follemente immaginato di fare. Dovrà imparare a convivere con il nuovo arrivato, superando l’imbarazzo e le difficoltà, fino a che non scomparirà da solo.

La convinzione che sta alla base del film, in parole povere, è che se non hai un pene non hai alcun potere nella vita. Roba da mettersi le mani nei capelli. Qualcosa di troppo scade spesso nella banalità, per non dire nella volgarità. Semplicemente non diverte: situazioni grottesche, che si susseguono in un film che forse avrebbe potuto fare del trash il suo punto vincente. Invece prova ad essere un film arguto, mancando di parecchio il bersaglio prefissato. Nessun personaggio incide, se non il folle ginecologo, l’unico che riesce a strappare qualche sorriso (tranne che per la scelta del soprannome “Mr. Dentone”, completamente fuori luogo). Jeanne provoca un forte senso di fastidio, dovuto alla sua continua iperattività e incapacità di prendere decisioni. Marcelle è il prototipo della donna che non riesce a darsi pace, fiera di essere single per scelta ma che immancabilmente desidera una relazione stabile.

Qualcosa di troppo, alla fine, non riesce ad affrontare quello che sicuramente nei piani della regista Audrey Dana doveva essere il punto principale: combattere le differenze tra uomini e donne. Diciamo che far spuntare un pene alla protagonista donna non è proprio il modo migliore per farlo. Anzi, fa quasi rabbia sentir dire che il solo possedere un organo genitale maschile conferisca potere, autorevolezza e capacità decisionale. Oltretutto, bisogna pure sorbirsi quella strana convinzione per cui l’uomo per sua stessa natura debba sempre avere il sesso come chiodo fisso, e che il solo vedere una donna avvenente faccia perdere qualsiasi briciolo di lucidità. Non è assolutamente partecipando ad un simile circo del luogo comune che si abbattono le differenze tra i sessi, in una società che sarebbe ora prendesse sul serio quest’argomento.

 

VOTO 5

 

Dati tecnici di Qualcosa di troppo

TITOLO: Qualcosa di troppo
TITOLO ORIGINALE: Si j’étais un homme
USCITA: 11 maggio 2017
REGIA: Audrey Dana
SCENEGGIATURA: Audrey Dana, Maud Ameline
DURATA: 95’ minuti
GENERE: commedia
PAESE: Francia, 2017
CASA DI PRODUZIONE: Curiosa Films, Fidélité Films, Moana-Film
DISTRIBUZIONE (ITALIA): Adler Entertainment
MUSICHE: Emmanuel D’Orlando
CAST: Audrey Dana, Christian Clavier, Eric Elmosnino, Antoine Gouy, Alice Belaidi, Joséphine Drai

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