UN FILS | Il film che sorprende a Venezia 76

UN FILS | Il film che sorprende a Venezia 76

È nella sezione Orizzonti della 76. Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, La Biennale di Venezia, il film che sorprende per il suo ritmo, cattura con i suoi temi e commuove per l’interpretazione, Un Fils (A Son – Bik Eneich) di Mehdi M. Barsaoui, opera prima di un regista tunisino, completa e toccante in ogni suo aspetto.

Un Fils – A Son (Bik Eneich), locandina internazionale

Tunisia, Francia, Libano, Qatar, sono i paesi, le culture le mentalità che si fondono nella sceneggiatura di Un Fils. Arabo, francese e dialetto tunisino sono le lingue che si intersecano tra loro per esprimere di volta in volta i punti di vista diversi di una questione morale dai profondi risvolti umani.

Un Fils, la storia

È l’estate del 2011, qualche mese dopo la caduta del regime dittatoriale di Ben Ali, Fares e Meriem, una coppia di tunisini trapiantati in Francia, sono in vacanza nel loro paese natio con il loro figlio Aziz di 10 anni. La vacanza però si trasforma in tragedia quando la famiglia si trova accidentalmente coinvolta in un’imboscata di terroristi su una strada deserta e Aziz rimane gravemente ferito da un colpo vagante. Dopo una corsa frenetica al più vicino ospedale, Aziz necessita di un trapianto di fegato, ma la coppia scopre un drammatico e inquietante problema che coinvolge anche la loro vita personale facendo riaffiorare segreti passati a lungo nascosti e retaggi culturali durissimi da superare.

La morale, sia antica che moderna, messa in crisi

La storia di Un fils cattura, i suoi risvolti, le pieghe delle relazioni e le problematiche storiche e sociali che affiorano e complicano la vicenda sono splendidamente sceneggiati. Fares (Sami Bouajila) e Meriem (Najla Ben Abdallah) interpretano ruoli complessi, i loro personaggi si sono formati in seno a culture e mentalità diverse e sono in bilico tra la tradizione araba e una più moderna mentalità occidentale. Questi due aspetti si incontrano e si scontrano nei loro pensieri, nelle loro emozioni, influenzano e al tempo stesso mettono in crisi la loro relazione e rendono ancora più difficile operare scelte difficili da prendere in tempi brevissimi. Su tutto domina la domanda: fino a che punto ci si può spingere per salvare la vita del proprio figlio e cosa si è disposti ad accettare? Sami Bouajila e Najla Ben Abdallah interpretano i loro personaggi con un coinvolgimento che non lascia spazio al distacco nello spettatore, il quale è trasportato nel loro dramma e nel loro dilemma con reale turbamento.

Mehdi M. Barsaoui, regista di Un Fils, riesce a proporre tematiche complesse di natura morale, religiosa e in parte anche politica senza offrire risposte semplici o dogmatiche, ma ponendo lo spettatore realmente dentro un problema ricchissimo di sfaccettature e risvolti. È il modo giusto con cui il cinema solleva questioni e induce a riflettere, senza prendere posizioni rigide riguardo temi che possono essere valutati solo attraverso l’esperienza. Come a dire: bisogna passarci per poter giudicare.

Temi complessi e mai decaduti

Partendo da un dramma familiare e di coppia, in Un Fils vengono rappresentati dilemmi culturali e sociali moderni e antichi che possono mettere seriamente in crisi anche le convinzioni più solide. La storia riesce a parlare di questioni come il patriarcato, il grave problema della corruzione della burocrazia, i valori religiosi contrapposti a quelli relazionali ed emotivi, l’onore maschile e il ruolo della donna. Fares e Meriem sono trascinati in un inferno in cui per salvare il loro figlio non solo devono lottare contro un sistema burocratico completamente guasto, ma sono portati anche a mettere in crisi i loro stessi principi e i valori della loro cultura, l’uno contro l’altra.

Vivo in una società patriarcale – ha detto il regista Mehdi M. Barsaoui – che si basa su valori arabo-musulmani, profondamente radicati nel considerare sacra la figura del Padre. A volte, questi valori limitano la paternità a un legame di sangue, un cognome, una sequenza genetica. Bik Eneich – Un Fils non è solamente un film sulla paternità, ma anche sulla coppia, sul suo posto nella società, e sul potere, sia maschile sia femminile. È un viaggio che porta alla verità, verso l’emancipazione.

Il premio della Biennale 2019

Sami Bouajila, Premio Miglio Attore Orizzonti 2019

Il protagonista di Un Fils, Sami Bouajila, vince meritatamente il premio come Miglior attore della sezione Orizzonti. Un premio che sarebbe potuto tranquillamente andare anche alla sua collega, Najla Ben Abdallah, che al suo fianco ha retto un ruolo difficile, senza cedere mai al patetico.

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