La terra buona. Un viaggio catartico verso se stessi

La terra buona. Un viaggio catartico verso se stessi

Il film che vi consigliamo oggi è La terra buona, diretto nel 2018 da Emanuele Caruso e presente sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video. Ambientata nelle montagne piemontesi, la pellicola è il frutto dell’intreccio di tre storie vere che si mescolano insieme dando vita a un soggetto inedito che profuma di speranza.

Un ricercatore in fuga per le sue cure alternative e sperimentali, una ragazza malata di cancro che non ha perso la fiducia nel futuro e padre Sergio De Piccoli, un uomo semplice, un benedettino in eremitaggio a Marmora, col sogno di creare una piccola comunità di illuminati cui affidare i 60.000 libri del suo immenso patrimonio di conoscenze.

gea la terra buona

La terra buona. La vicenda narrata

La storia è ambientata in Val Grande. Qui Giulia, detta Gea, e Martino arrivano alla ricerca di Gianmaria, un uomo cui è stato affidato il compito di condurli dal monaco benedettino padre Sergio. Il mistero avvolge le prime scene del film, poiché non si conosce lo scopo del viaggio ed è ignara anche la reale meta da raggiungere. Arrivato l’uomo dai ragazzi, tutti e tre insieme si inoltrano tra le montagne piemontesi, giungendo da padre Sergio, che li attende lieto.

Don Lorenzo, lo zio di Martino, ha infatti raccomandato ai giovani di cercare il monaco benedettino che li aiuterà sicuramente a incontrare Giuseppe Mastroianni, un medico lì in fuga a causa delle cure alternative e sperimentali contro il cancro nate dalle sue ricerche e vietate in Italia. La diffidenza colpisce Rubio, fidato compagno di ricerche di Mastro, che latita insieme a lui in cerca di rifugio dai NAS, e questo lo spinge inizialmente e rifiutare la presenza dei ragazzi.

Gea ha un cancro al sistema linfatico e tutte le cure proposte dai medici fino a ora sono risultate vane, Mastro è quindi l’ultima speranza che le resta per vincere la partita contro il suo triste destino. Il medico accetta e spiega alla ragazza la sua idea alternativa di cura. Mastro infatti ritiene utile per i suoi pazienti accompagnare la somministrazione della medicina con uno stile di vita sano, legato alla natura e alla cura della propria anima, per riuscire ad alleviare almeno le sofferenze interiori, sperando così di avere un riscontro positivo sul corpo e favorirne la guarigione.

la terra buona

La terra buona. La ricerca di sé e la metamorfosi di Martino

C’è qualcosa di più in questa vita”, questo è il vero fulcro della narrazione. Un viaggio catartico verso se stessi che consente di staccare dalla frenesia del quotidiano e immergersi completamente nella natura e nella propria anima, alla ricerca della speranza e dell’immaginaria Shangri-La, una comunità alla fine del mondo che preserva la vita e la conoscenza.

Martino è il reale protagonista della vicenda. Compie una profonda metamorfosi, da riluttante e astioso pian piano si inoltra nella mentalità di padre Sergio e se ne innamora, decidendo di dedicare la sua vita allo stesso ideale dell’uomo. Non è la cura il focus del film, non è la diatriba tra medicina e sperimentazione alternativa, ma è compiere un cammino nella propria anima, scoprendo cosa è davvero importante e cosa è necessario, lasciando le zavorre del superfluo e rivestendosi di speranza.

Quando tutto sembra perduto, quando non c’è posto al mondo che riteniamo casa, basta solo cambiare le domande e non cercare risposte negli altri, ma in se stessi. Martino compie la sua ascesa al Monte Ventoso e trova come Petrarca pace ai dissidi interiori che lo tormentano, avendo con sé come monito inconsapevole le parole che al Poeta giunsero dalle Confessioni di Sant’Agostino “e vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l’immensità dell’oceano, il corso degli astri e trascurano se stessi”.

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