Il ciclo del progresso. Verso l’abbattimento di un tabù

Il ciclo del progresso. Verso l’abbattimento di un tabù

Oggi vi parliamo del cortometraggio Il ciclo del progresso, diretto nel 2018 da Rayka Zehtabchi. Vincitrice del premio Oscar 2019 per il miglior cortometraggio documentario, la regista racconta la condizione sociale delle donne indiane e la loro lotta per il riconoscimento di alcuni diritti di genere.

La pellicola gira intorno alle mestruazioni e alla difficoltà che molte donne riscontrano nell’affrontare questo semplice aspetto della propria femminilità nella vita quotidiana. Emarginate e derise, in India le donne vivono il ciclo mestruale come un difetto, qualcosa da nascondere. Il fine del corto è quello di abbattere il tabù e porre l’attenzione sulla pacifica rivoluzione sessuale condotta da alcune donne a Hapur, in India.

Il ciclo del progresso. La vicenda narrata

Il cortometraggio documentario racconta la storia di un gruppo di donne che ha deciso di cambiare la propria vita e distruggere il tabù del ciclo mestruale. La disinformazione diffusa è evidente sin dalle prime scene del corto, in cui non solo uomini ma anche donne risultano inconsapevoli del significato del termine “mestruazioni”, considerandolo anche una malattia.

La condizione femminile è difficile di per sé in una società patriarcale, in cui la donna è vista solo come madre e moglie, a questo però si aggiunge anche il pregiudizio del ciclo mestruale che aggrava la situazione e rende quasi impossibile la quotidianità. La libertà personale è un optional e la strada da percorrere per il riconoscimento dei diritti umani è ancora lunga.

Le mestruazioni sono il più grande tabù del mio Paese”, dice Arunachalam Muruganatham, il promotore dell’istallazione di una macchina per la produzione di assorbenti all’interno del villaggio. Costruita grazie alla raccolta fondi di alcuni studenti di una scuola superiore californiana, la macchina ha dato alle donne di Hapur la possibilità di lavorare nell’impresa nata per la produzione di assorbenti biodegradabili, riuscendo così a migliorare le proprie condizioni economiche, sanitarie e umane.

La donna vede finalmente spalancarsi la porta della propria indipendenza. Un esempio è Sneha, che vuole entrare in polizia per “salvarsi dal matrimonio” e riesce nel suo intento grazie ai proventi della vendita degli assorbenti. Emancipazione e voglia di spiccare il volo, per questo è Fly il nome scelto come marchio per il prodotto.

ciclo del progresso 2

Il ciclo del progresso. Un tabù antico e moderno

La donna ha sempre dovuto affrontare e superare grandi ostacoli a causa del naturale ciclo mestruale, che per molte società è un vero tabù.

Sin dai tempi antichi, le donne durante il ciclo erano considerate impure e portatrici di peccato. A loro non era concesso pregare e addirittura dormire con il resto del villaggio. Molti uomini infatti conducevano le donne mestruate in luoghi isolati, per paura di contaminazioni o diffusione del male, utilizzandole anche come prede per la caccia.

Con il passare dei secoli la situazione è cambiata. L’emancipazione femminile e il progresso della società hanno concesso maggiori diritti alle donne e una conoscenza più approfondita dell’argomento che ha distrutto molte credenze errate.

Nel corto, una donna dice di aver rinunciato ad andare a scuola perché derisa dai compagni. Sneha sottolinea il fatto che alle donne mestruate è proibito entrare nel tempio per pregare. Questo ci fa capire che i pregiudizi non sono terminati neanche nella società moderna.

Il dato peggiore è però che ciò non riguarda solo i Paesi sottosviluppati. È infatti difficile parlare apertamente di mestruazioni, soprattutto in presenza di uomini, anche nell’Occidente sviluppato e istruito perché il ciclo mestruale è un tabù e vige purtroppo ancora oggi un’impostazione patriarcale.

Un esempio tangibile è la questione dell’Iva per l’acquisto di assorbenti, considerati da molti Paesi come bene di lusso e non di prima necessità. Decine di campagne per la parità dei diritti hanno cercato di distruggere il pregiudizio e far compiere un passo avanti verso il progresso, ma “ci sono molte cose che ancora devono cambiare, c’è molto da fare”, come dice una delle donne protagoniste del corto.

Vi lasciamo con un video divertente dei The Jackal, che aiuta a riflettere con un sorriso sulla situazione femminile in merito al tabù delle mestruazioni anche nella società occidentale.

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