The other side of the wind. L’intricato labirinto di Orson Welles

The other side of the wind. L’intricato labirinto di Orson Welles

Il film di cui vi parliamo oggi è The other side of the wind di Orson Welles, le cui riprese risalgono agli anni ’70, sebbene la pellicola sia stata completata e distribuita poi solo nel 2018. The other side of the wind è incentrato sulla figura di Jake Hannaford, alter ego dello stesso Welles, un regista scomparso di cui si cercano di ricostruire all’interno del film gli ultimi momenti di vita.

La pellicola è un esempio di sperimentalismo e sin dai primi minuti lo spettatore si trova catapultato in un intricato labirinto, frutto di storie che si intrecciano, in cui troviamo insieme falsità e apparenza, purezza ed erotismo, sacro e profano.

The other side of the wind. La vicenda narrata

La narrazione si apre con la voce fuori campo di Brooks Otterlake che presenta il film come un documentario dedicato all’amico e mentore Jake Hannaford, regista scomparso a causa di un incidente automobilistico. Convinto che si tratti di omicidio premeditato, Otterlake cerca di omaggiare l’uomo, raccontando le sue ultime 24 ore.

Siamo a Hollywood, Jake Hannaford sta girando il suo nuovo film, The other side of the wind, ma (come è avvenuto nella realtà per l’omonima pellicola di Welles) i finanziamenti non bastano per completare l’opera e inoltre il protagonista, John Dale, ha deciso di abbandonare il set.

È il giorno del settantesimo compleanno del regista e l’amica Zarah Valeska ha organizzato un party in suo onore. La vicenda principale, ricca di mondanità e di ipocrisia, è accompagnata dalla visione della pellicola inedita del cineasta, cui si aggiunge una serie di dialoghi a volte anche nonsense tra Hannaford e i suoi collaboratori.

Ondate di giornalisti sono presenti alla festa, interessati alla vita privata del regista e al suo rapporto con il giovane attore scappato. Tra loro c’è la signorina Rich. Sveglia e sfrontata, la donna cerca di indagare l’animo di Hannaford, per scoprire i suoi più reconditi segreti e svelare la verità dei fatti, ovvero un presunto interesse omosessuale del regista nei confronti del ragazzo.

Il film, in cui si alternano colore e bianco e nero, si conclude con la fine forzata della festa, dopo che la giornalista è giunta al nodo della discussione, scoprendo le ferite dell’uomo e mettendolo a nudo. Infine, John Dale torna a casa Hannaford e i due uomini salgono insieme sull’auto del regista.

the other side of the wind

The other side of the wind. Il carattere polivalente di Jake Hannaford

Il film permette di conoscere il carattere del protagonista tramite i diversi punti di vista degli ospiti presenti alla festa. L’Ernest Hemingway del cinema è descritto come un uomo cinico e sarcastico, dedito all’alcol e all’eros, che non riesce a mantenere un rapporto umano.

L’espediente dei ripetuti black out consente l’intrecciarsi delle vicende narrate, ma anche degli atteggiamenti di Hannaford. Quando la luce è accesa gli invitati possono assistere alla rappresentazione della pellicola, in cui erotismo e situazioni allucinogene si fondono; allo spegnersi della luce invece si torna a casa Hannaford e sono svelati i due lati della medaglia.

Il regista infatti è scontroso e ai limiti della decenza con i giornalisti e le star di Hollywood presenti, mostrando un lato si sé dissacrante e provocatorio. Quando invece ci si ritrova nei dialoghi con i collaboratori più intimi la maschera cade e si intravedono le preoccupazioni dell’uomo, poco stabile emotivamente e che passa da uno stato di calma apparente a una follia sfrenata.

Infine, nel film è evidente l’identità dei binomi Dio-fedele e regista-attore. Hannaford è pertanto al di sopra degli altri e non nasconde di riconoscersi in questo ruolo. Adulato dalla gran parte dei presenti, il regista cela in sé però il genio misto alla decadenza, l’egocentrismo misto alla fragilità. “Ciò che crea deve distruggerlo, è più forte di lui”, così lo descrive perfettamente la signorina Rich.

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