Her. Intimità e introspezione in un mondo futuristico

Her. Intimità e introspezione in un mondo futuristico

Sai, certe volte penso di aver già provato tutti i sentimenti che potessi provare e che d’ora in poi non proverò più niente di nuovo, ma solo versioni inferiori di quello che ho già provato” (Theodore)

Il film che vi consigliamo oggi è Her, scritto e diretto da Spike Jonze nel 2013. La pellicola, aggiudicatasi il premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale, descrive un mondo non troppo distante dal nostro, in cui la tecnologia gioca un ruolo di primo piano nella vita delle persone, entrando in campo anche nella sfera emotiva e sentimentale.

Fantascienza e dramma caratterizzano il film di Spike Jonze, in cui l’intensa voce di Scarlett Johansson accompagna lo svolgersi della narrazione, ricoprendo il ruolo di Samantha, l’intelligenza artificiale cosciente che fa da coprotagonista a Theodore, interpretato dal premio Oscar Joaquin Phoenix. Nel film, da vedere in lingua originale, le due voci si intrecciano alla perfezione, creando una sensuale e coinvolgente armonia di suoni.

Amore e tecnologia nella trama di Her

Siamo a Los Angeles e il film si apre con un uomo che legge una lettera d’amore commissionatagli da una certa Loretta per Chris, suo marito. L’uomo è Theodore Twombly, il protagonista della narrazione, che di professione scrive lettere per conto di altri.

Solitario e introverso, Theodore non è soddisfatto della propria vita. L’amore che pervade le lettere dei clienti non ha un corrispettivo nella sua quotidianità. In piena fase di divorzio, cerca di trovare una distrazione nel lavoro, nei videogiochi e nelle chat telefoniche, ma nulla appaga realmente la sua anima.

Tutto cambia quando acquista il sistema operativo OS 1, basato su un’intelligenza artificiale, Samantha. Lei lo ridesta alla vita, pian piano entra nella sua intimità occupandone un posto di rilievo e creando con lui un’interazione “sincera” e profonda, che gli consente di riaprire il proprio cuore alle emozioni.

her filmTheodore ama la spontaneità e l’ingenuità di Samantha, capace di stupirsi davanti alle piccole cose del quotidiano perché per lei nuove e insolite. Dalla tasca della camicia, in un device, Samantha impara a conoscere il mondo e insegna a Theodore a ridere di nuovo.

Ma lei non è reale, sebbene possa sembrare così. Theodore non è l’unico, 8316 persone parlano giornalmente con lei e con 641 di esse intrattiene una relazione sentimentale. La verità gli piomba addosso e, convinto di non essere davvero capace di tessere rapporti umani, Theodore si ritrova a combattere contro le illusioni che si era costruito intorno. Il legame con l’amica Amy (Amy Adams) lo aiuterà a rialzarsi, vedendo sé e il mondo con nuovi occhi.

Le tematiche affrontate nel film

Guardo le persone e cerco di sentirle”, così Theodore vede la vita, cercando di scoprire chi gli sta intorno per trovare in loro qualcosa di sé. Ma le sue debolezze sono le nostre debolezze, le sue paure sono le nostre paure e la capacità espressiva di Joaquin Phoenix riesce a esprimere a pieno la fragilità dell’animo umano.

her-filmLe scenografie futuristiche di Spike Jonze creano un’atmosfera calda e penetrante, che coinvolge lo spettatore in un mondo in cui l’intelligenza artificiale è pane quotidiano e non esiste più un rapporto uomo-macchina, bensì una trama fittissima che li lega e li pone sullo stesso piano.

Samantha è una donna, nulla tradisce questa rappresentazione nel rapporto con Theodore, i sentimenti e i pensieri espressi da lei sono umani; ciò stupisce o spaventa? Quando finisce la realtà e inizia la tecnologia, l’illusione del reale?

Nonostante questo, il film di Spike Jonze non apre una polemica sull’uso eccessivo o malsano della tecnologia, ma sulla fragilità dei rapporti umani, sulle insicurezze che sono insite nell’animo di ognuno di noi. Una sola certezza rimane alla fine della pellicola, l’amicizia, che aiuta a superare ogni tempesta.

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